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RECENSIONE
09/06/2006

Venghino, Siòri, venghino. Sedete per terra, qui, al centro del caravanserraglio. No, non temete i predoni delle montagne: siete al sicuro, adesso. Perché sta arrivando un magico incantatore, ladro a sua volta, ma abile nel gesto ed elegante nel modo, un ladro che spiazza i ladri e semmai li invita a salire. Ora accerchiate con mani e piedi e sederi quel che sarà il fulcro dello spettacolo che sta per cominciare. Comodi, ma non troppo, ché la Musica vuole orecchie attente, vuole arti intorpiditi che dopo vanno sciolti, sennò si dorme e si riposa. Sennò è un'altra cosa.

Fidatevi: tra poco passerà una carovana speciale, in sosta solo per la notte. L'hanno vista già arrivare, saliva piano dai sentieri e voi la potrete spiare, nel suo ciondolare esotico e scomposto, nel dondolio di cianfrusaglie colorate e rumorose, di "aggeggini vari" educati a suonare solo per voi. Solo per poco, golosità preziosa, quella Babele allegra e surreale v'incanterà con chitarre che schitarrano, batterie che sbattono, mugugni che mugugnano, suoni lo-fi che loffiano e sbuffano e ridono. Credeteci.

Credete a quella baraonda, quando scenderà: vedrete gente tipo Beck con un frullatore in mano, che mischia al volo folk, blues, rock, rap, hip-hop, bossa nova e funky per la ricetta della sera. Vedrete i Pavement e Nick Drake nei vortici di una scomposta sfida a carte e, miseria, scoprirete lui che bara. Captain Beefheart vi guarderà di sbieco, intento a dipingere un'esangue figura morbida dal volto d'insetto, al ritmo blues idiosincratico della sua Magic Band. E poi ci sarà uno, ve lo giuro, che somiglierà in tutto a Thurston Moore a farvi l'occhiolino ("My own star"). Sono loro i derubati. E la targa: la noterete, vero?, la targa attaccata malamente da Fugazi col fil di ferro ad un clichè di merchandise e polverosa? La leggerete, sì: "DIY" ci sarà scritto. E come no? "Do it Yourself", monito divertito, sgraziato ed accolto da Paolo Moretti & his Pentolino's Orchestra, alla guida della carovana.

Voi, occasionali viandanti ed ospiti graditi ai fumi del karkadé, a vostra volta giunti per la notte, rari viaggiatori curiosi di rango esotico, ascolterete queste sette tracce variabili come i cieli di primavera. Vi perderete sognanti in "Loop", storcerete il naso ammiccanti sui riferimenti alla Hansen di "Morning milksnake" e "Making a mess now I want to dance" ed apprezzerete, in generale, il mix composto e mixato senza appoggi esterni di questo omonimo del Nanni. E lo farete prima che il gran portone del cortile si chiuda alle vostre spalle e, con esso, il massiccio cancello in ferro del caravanserraglio, imprigionandovi alla notte.

Poi, c'è da crederci, Paolo Moretti mica dormirà: raggiungerà i guardiani in veglia in alto sulle mura e troverà il modo di suonare le loro armature, di sbattere le punte delle lance, lui, “polistrumentaio" commediante in cerca del mattino.

Sì, venite, Signori, venite.

Tracklist

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