06/08/2006 di Jack Nessuno

Dopo aver letto le note di copertina, mi aspettavo un disco intimista, pacato e ponderato. "Identità EP" viene infatti presentato dal cantante Gian Nicola con parole calde ed affettuose, paragonando la "creatura" ad un vestito indossato solo in situazioni private. Invece mi ritrovo un'energica registrazione live, almeno per i primi due pezzi. Forse, per qualche tempo gli Alienazione saranno anche rimasti chiusi nella loro casa in Trentino, ma di certo il passato li ha visti protagonisti attivi, almeno per i famosi 15 minuti warholiani.

L'impasto sonoro me li fa accostare subito ai Subsonica: basi elettroniche fatte di drum machines e step sequencers su cui si va ad incastrare una formazione di classica matrice rock, con qualche spezia dub. La componente testuale è carica di un alterna-snobismo a tratti quasi fastidioso (Fin quando ti trovi a proteggere il suono dalla commercialità, Voglio che la storia cambi, mediocrità, povertà, identità ) ed ai limiti del masturbatorio (Non so cosa farò da solo, ascolto la mia musica per prendere il volo), atteggiamento forse plausibile in un paese musicalmente ignorante come il nostro, ma che fa comunque sorridere chi, come il sottoscritto, trova spunti ballabili ed orecchiabili (insomma, commerciali ) anche in un disco come "My life in the bush of ghosts" di Eno / Byrne.

Bastano una linea di synth basso in sequenza e due pad per fare una musica alternativa ai commerciali conati da rigurgito che soffocano oggi il respiro di ogni idea, anche della più semplice? Non credo, anche se apprezzo il tentativo. A costo di risultare ripetitivo, non è di questo che ha bisogno un underground italiano che definire sottotono sarebbe riduttivo. Non mi bastano neppure timide uscite, apprezzabili per il coraggio, come quelle di Offlaga Disco Pax e Baustelle, per citare i più blasonati.

Almeno questo è ciò che bisognerebbe dire degli Alienazione se suonassero, come dicono nei testi, in modo diverso dal pop "commerciale". Invece, sta qui l'inghippo, il gruppo trentino non suona mica poi così tanto "alterna". Il che sarebbe anche un bene, se solo ne mostrassero la consapevolezza ed evitassero l'eccessiva ripetitività, difetto mutuato dai loro già citati padrini piemontesi. Fare del buon pop "commerciabile" non è un male.

Ergo: altra carne al fuoco, non saranno dei filetti ma di sicuro ai livelli di una buona fesa. La domanda sorge spontanea, però: quanno se magna ?

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