Stefania Avolio Roots Of Rebirth 2022 - Pop, Indie, Alternativo

Roots Of Rebirth precedente precedente

Atmosfere eteree e al contempo oscure, quasi inquietanti, per un viaggio interiore alla scoperta della propria connessione con la natura, delle proprie derive mortali, delle proprie debolezze umane.

Roots Of Rebirth è l'ultimo lavoro di Stefania Avolio, pianista, compositrice e cantante veneta con esperienze negli Stati Uniti.

Si tratta di una raccolta di otto brani che si muovono tra sonorità alternative e ambient. L'intero lavoro fa parte della lunghissima schiera di dischi ispirati dalla pandemia di covid. In questo caso vengono portati alla luce temi come la solitudine, le memorie d'infanzia, la speranza e la connessione con la natura.

Musicalmente parlando potremmo parlare di arrangiamenti che girano attorno ad armonie semplici pensate al pianoforte. Come in un turbine, attorno a queste armonie ricorrenti girano inserti di sintetizzatori, prevalentemente pad con filtri di apertura e chiusura e keys. A completare questa atmosfera così eterea la voce, trattata per risultare lontana, remota, quasi aliena.

La sezione ritmica è composta da pochissimi elementi, giusto un kick elettronico e un rullante altrettanto sintetico. La scansione del tempo non vede questi due elementi in primo piano, ma suonati come pennellate di colore.

I sintetizzatori, come detto, sono soprattutto pad e texture che modificano la loro equalizzazione tramite l'utilizzo di filtri. Gli arpeggi vengono lasciati a pluck e keys sempre molto ovattati, con attacco lento e poco aggressivo.

La voce ha la doppia funzione di narratrice e di vero e proprio strumento. Il timbro è subito riconoscibile e nonostante la pronuncia dell'inglese non sia sempre puntuale, l'ambient sonoro non ne risente, come non ne risente la comprensione dei testi. Il trattamento riservato alla voce prevede reverberi molto lunghi con poco pre-delay, talvolta anche effetti di distorsione che fanno da contrasto alla morbidezza degli arrangiamenti.

In conclusione Roots Of Rebirth è un bel lavoro di sperimentazione, soprattutto per la voce. Musicalmente purtroppo risulta molto ripiegato su se stesso, tanto da sembrare quasi un unico brano lungo l'intera tracklist. C'è poca varietà e questa mancanza rischia di innescare una sensazione claustrofobica che però potrebbe benissimo essere voluta. L'ascolto risulta, come detto, un po' fobico, manca aria eppure si fatica a fermarsi. Un disco che innesca un mondo intero di sensazioni e stati d'animo profondi, difficili da controllare ancor prima che da spiegare.

---
La recensione Roots Of Rebirth di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2022-10-12 17:02:23

COMMENTI

Aggiungi un commento Cita l'autore avvisami se ci sono nuovi messaggi in questa discussione Invia