24/10/2006

Mi piace chi utilizza la lingua con creatività. Mi piacciono anche i pomodori. E le influenze new wave dichiarate dal gruppo mi disponevano comodamente all’ascolto. E invece no. Pezzi stanchi similpop, una voce priva di qualunque intento comunicativo che strizza l’occhio a Syria, la batteria come picchiare grosse latte di olio di semi, irritante. Pare che ognuno suoni per i fatti suoi, e anche non particolarmente bene, senza un obiettivo comune, come occupare a caso le ultime sedie rimaste vuote per assistere a una parata sonnacchiosa. E per acquisire un tratto originale aggiungono sedicenti "Japanese sessions", ovvero quattro tracce a rovescio che non sanno di nulla e cui prodest? Il drundrun della lavatrice che centrifuga avrebbe avuto più senso. Pomodori bolliti sconditi per mettere a dieta il lettore cd: suggerisco vivamente alla band una ricerca di sapore e carattere.

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La recensione Pomodori A Pressione - Recensione - Pap di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 20/07/2019

Commenti (1)

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