30/08/2006

Ho trovato questo cd sul tavolo di Rockit tre mesi fa. Subito mi ha incuriosito la furiosa copertina super affollata: un vortice di disegni colorati e fotografie vintage in apparenza non legati concettualmente tra loro. Poi, sopra, in giallo: “Elastic Society – God bless electronic music”. La saggezza! Quante volte ho ringraziato Dio per l’elettronica che mi ha regalato! Faithless, Dj Shadow, Aphex Twin, Goldie, Underworld, Retina.it e Resina, Planet Funk… Non si contano più.

Gli Elastic Society si presentano aprendomi a metà. Ottima chimica prodotta da manipolazioni di dischi e abusi di computer. Vedo bene che nei crediti Alberto Dati, padre del progetto, ringrazia “Il piccolo chimico”. Chissà che soluzioni alchemiche creava già da bimbo!

Elastic Society è solo uno dei diversi progetti di Alberto, già noto nella nicchia come Dati e Appetizer. Non c’è molto di più nella rete e la mia voglia di sapere deve necessariamente trovare appagamento nelle pieghe – o piaghe - dei breakbeat, dei frammenti elettronici e del turntablism; ciò che ne ricavo sono accelerazioni della mente, bolle di mondi metafisici soggette a sincope e a distorsioni, lanciate a mille nell’atmosfera.

Il genere a cui gli Elastic Society si ispirano è palesemente la tech-house di Detroit; li avvicinerei a Felix da Housecat, precisando però che non ne hanno assorbito la vena soul-funky. Ma c’è di più: più elaborazione, più suono, più confluenza di formule.

Il duo – il secondo partecipante è Fonky t - ha avuto anche il coraggio di remixare una traccia, “The Storm is Coming (Scienze force rmx)” di Daniele de Rossi, giusto per darci la misura delle loro possibilità e per inserire un video che vi sfido a fissare per più di un minuto, geniale e flashante opera psichedelica di Luca Curci.

Come sia cresciuto un simile fiore fluorescente nel verde parato dell’Italia non lo so, ma spero che possa accecare tanti sguardi!

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