Pecksniff Honey You're Murdering Me 2006 - Pop, Indie, Acustico

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I Pecksniff vivono in un mondo dove, prima poi, si dovrebbe andare a vivere tutti. Banale dire che i cartoni – qui citata Heidi e le sue montagne - stanno meglio di noi. Che ovvietà. E loro – i Pecksniff! - l’hanno più che capito. Da tempo, direi. Gli scanzonati dell’indie Italiano tornano - finalmente - con un gran trambusto, un terzo disco, un album assolutamente semplice, quasi più degli altri due. Quasi banale, nelle strofe e nei ritornelli. Quasi che le canzoni si somigliano un po’ tutte. Quasi che le canzoni della mia prima elementare a confronto sembrano composizioni avanguardistiche. Ma finalmente – e la sottolineo questa cosa perché spesso quando elogio la banalità (o la semplicità) di un disco in pochi mi capiscono – un disco stupendamente genuino, toccantemente bello e decisamente grande, anche più “cresciuto” degli altri due. Un’ostrica con dentro 11 perle felici e 30' di musica (per me la lunghezza ideale) che scorre leggera. Felice.

Ballate da chitarra acustica e due voci che fanno tutto. Lui e lei. Lo-country, e indie-fi. Pavement, ma ormai ripuliti. Idem per i Moldy Peaches. Grandi episodi twee-pop. E Molto Candy. E se ci aggiungete che in alcuni punti ci si sente toccati proprio da vicino (cito solo, “cause the whisky is the water for life”, gli amanti della suddetta bevanda si ritroveranno). “The Valley Of Broken Souls” ti commuove perché alla fine, quasi sospirando, ti cita queglialtri di Toronto (ascoltare per scoprire). E “Funny Lips” esplode in un qualcosa, qualcosa di veramente fantastico.

Capite come per il sottoscritto - e penso anche per molti altri - “Honey…” sia uno dei più bei momenti dove la fantasia vince 2 a 0 contro il mondo reale. Il più bel dono che un gruppo di extraterresti possa fare al pianeta terra. ”And came on my shoulder”. Certo che ti salgo in spalla. “I look in his eyes”. Anch’io ti sto guardando. “I will jump... in to the sky”. (Ci sono già). Per fortuna i nostri eroi sono giunti in tempo per salvarci. Tanto il male perde sempre, ormai l’abbiamo imparato.

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La recensione Honey You're Murdering Me di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2006-10-30 00:00:00

COMMENTI (16)

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  • bottlebaky 15 anni Rispondi

    Piu' sono approssimativi nell' esecuzione e piu' sono interessanti, fa parte dell' estetica lo-fi.
    Bravissimi!

  • utente0 15 anni Rispondi

    i pecksniff sono s u p e r l a t i v i
    nemmeno all'estero ce l'hanno una band così



  • maxxx 15 anni Rispondi

    posso capire questa posizione, anch'io dal vivo posso rimanere un pò "deluso" (parola forte che male esprime la sensazione)...ma è giusto pretendere che i pecksniff siano qualcos'altro?
    quello che fanno è decisamente bello, sono loro, sono così, sono estremamente sinceri nella loro furba ingenuità.
    non faranno mai un disco "della vita", ma fanno dischi che nella vita serve ogni tanto mettere sù.


    (Messaggio editato da maXXX il 04/11/2006 13:27:00)

  • utente0 15 anni Rispondi

    Si hai ragione. Aspetto che vado a buttare via TUTTI i dischi dei Belle And Sebastian. Quelli belli, si intende. :=

  • elisa 15 anni Rispondi

    il 1 aprile ci passano i nin... dissacriamo il fighettame :[

  • sasara 15 anni Rispondi

  • carlo 15 anni Rispondi

    I came on my shoulder
    I looked in her eyes
    And just for one moment in my lifetime
    I jumped into the sky

  • enver 15 anni Rispondi

    dove la vidi nel 2001 o 2002 prima della prima data italiana nella storia degli Strokes, peraltro...

  • enver 15 anni Rispondi

    Stefano Poletti, il cantante

  • carlo 15 anni Rispondi

    la mia certezza nell'estetica lo-fi è stata rinvigorita ieri dal concerto degli stereototal nel tempio del fighettume live: l'alcatraz di milano.