Melanie Efrem Il Sogno Di Irma 2006 - Rock

Il Sogno Di Irma precedente precedente

Ho letto, in un qualche libro, una interessante teoria seconda la quale l’arte sarebbe rappresentata dalle imprecisioni che si producono nel tentativo di imitare qualche cosa di già esistente.

Non ricordo la fonte, quindi devo andare “a braccio”, continuando con il dire che la sorgente prima di ispirazione è la natura, e da essa si dipanano le varie digressioni artistiche. La cultura, poi, è una parte fondamentale di questa catena creativa, e filtrando le interpretazioni primarie diventa anch’essa un tramite dell’ispezione.

Sapendo però che ogni buona regola ha la sua eccezione, ecco entrare in ballo Melanie Efrem: band che sì attinge a qualche cosa di già esistente ma è ben lungi dal produrre qualche cosa che possa anche lontanamente definirsi arte. Questo non di certo per lacune tecniche ma per la tendenza ad imitare in maniera sterile, scialba ed incolore i capi saldi della scena indie-rock italiana (Marlene Kuntz in primis) proponendo canzoni che hanno come motore una macchinosa e sconquassata fotocopiatrice sonora.

Emblematico in questo senso un brano come “Reparto Furia” che sembrando un outtake dell’album “Catartica” si “erge” a manifesto dell’inutilità di questo “Il sogno di Irma”. E fa venire il sacrosanto desiderio di spegnere lo stereo e non pensarci più.

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La recensione Il Sogno Di Irma di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2006-09-06 00:00:00

COMMENTI (18)

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  • efrem 15 anni Rispondi

    Non avevo mai letto questi commenti. Noi Melanie Efrem non ci siamo mai esaltati per recensioni troppo bonarie così come non ci deprimiamo certo per una recensione del genere.
    Sappiamo benissimo che ogni recensione ha una sua verità e tante cose sbagliate. Credo di sapere in cosa può avere ragione questa recensione ed in cosa sbaglia. Sappiamo che dobbiamo ancora migliorare molto e liberarci ancora di qualche influenza troppo palpabile così come sappiamo che sta storia dei Marlene è più un'etichetta che altro.
    Faremo sicuramente tesoro anche di questa recensione..d'altronde se non avessimo ascoltato i consigli e le critiche di tutti quelli che ci son capitati sulla nostra strada a non avremmo nemmeno potuto arrivare a questo modesto livello.

  • utente0 15 anni Rispondi

    io tutte ste parole non le capisco!i ME hanno inviato il loro lavoro sapendo bene quali fossero i pro e i contro..penso che i complimenti in una recensione importino più a chi si fa "portabandiera" di un gruppo o di un movimento,che al gruppo o al movimento stesso..così come le opinioni fortemente contrarie..di fatto penso che il gruppo in questione volesse un metro di confronto sul quale basare la propria crescita..e a mio parere ha fatto bene a mettersi in gioco..impareranno molto e forse sarà una spinta a far meglio!é altresì vero che il sig linossi poteva esprimere gli stessi concetti senza essere così lapidario e crudo..di fatto si parla sempre di gusti personali!stroncare così un gruppo emergente,al primo lavoro presentato mi pare un po' esagerato..e prematuro..
    concludo dicendo solo che questi "commenti" mi sembrano un po'i messaggi inutili in sovrainpressione su MTV..e vi ho detto tutto..a ognuno la sua riflessione..buone cose!

  • utente0 15 anni Rispondi

    non solo a quelli degli amici...

  • utente0 15 anni Rispondi

    ... che recensione !!

    Mi è venuta voglia di ascoltare il disco ...

    ... per vedere se il sig.Linossi ha preso un abbaglio oppure i Melanie Efrem sono veramente una copia sbiadita dei Marlene Kuntz ...

    ... comunque senza aver ancora ascoltato il disco devo dire che succede spesso che soprattutto nell'ambito degli emergenti, si tenda alla "clonazione" dell'idolo di turno. Su questo noi tutti dovremmo fermarci e riflettere (e sono sicuro che i ME ci stiano riflettendo).

    Certo che però per fare recensioni non sempre si è tutti buoni. Caro Linossi dovresti tener conto (come invece tanti tuoi colleghi fanno) che il portale è letto da molte persone che potrebbero non condividere la tua opinione e che per gli stessi gruppi giovani emergenti la recensione su di un portale (diventato punto di riferimento della scena indipendente) assume una importanza che a volte si tende a sottovalutare.

    Forse esistevano altri modi per descrivere il tuo stato d'animo all'ascolto del demo in questione ?

    Il fatto di autoproclamarsi entità suprema utilizzando il termine "sacrosanto" forse ti rende un po' antipatico e saccente agli occhi degli amici del gruppo.

    Cheers,Blau

  • utente0 15 anni Rispondi

    Sono d'accordo con te, infatti ho focalizzato la mia risposta esclusivamente sul tono (che non sia solo rockit a fare così non è motivo di tranquillità, anzi...).
    Alcune cose dette da Linossi possono trovare corrispondenza nella realtà e fa bene sentirsi dire ogni tanto che c'è da lavorare e che non si è perfetti. Ma capita troppo spesso che la recensione si trasformi nella condanna di un "genere" piuttosto che di un altro, e sta succedendo troppo spesso ciò che dicevo nella risposta precedente.
    Dobbiamo tutti metterci a fare gli indie con le spillette e le telecaster?

  • utente0 15 anni Rispondi

    diego, voi tutti mi conoscete, e appunto per questo mi permetto di dire una cosa. bisogna fare tesoro di tutto. non solo devono fare tesoro i melanie efrem di questa recensione, ma secondo me tutto un movimento musicale (e parlo del "post rock alternativo turineis"). non guardate il modo, il tono, ma pensate ai contenuti. condivisibili o no, sono un'opinione, e anche molto diffusa, come ben sapete. l'arroganza e la pretesa di superiorità non sono certo prerogativa esclusiva dei recensori di rockit. vi avrebbe scandalizzato così tanto una recensione sullo stesso tono di un gruppo pop punk?

  • utente0 15 anni Rispondi

    Caro Linossi, il problema non è quanto siano derivativi i ME, ma piuttosto il tono sgarbato e snob del tuo scritto. Apprezzo le recensioni che, come tu hai cercato di fare, non si limitano alla cruda tracklist analizzando canzone per canzone, ma credo che la tua sia piuttosto una forma di onanismo recensionistico. La cosa che più colpisce è che ormai questo modo di fare è sempre più diffuso, a meno che non si tratti di cd super-indie, con le loro chitarrine lo-fi ed il loro cantato volutamente stonato. Certo, i gusti musicali hanno una certa valenza nella scrittura di una recensione, ma sarebbe il caso di smettere di essere arroganti.

  • flinossi 15 anni Rispondi

    Sai, ci sono tanti tipi di ignoranza: tipo io non avrei mai scritto "ritengo la sua recensione sia un chiaro simbolo di ignoranza e di superficialità", ma "ritengo la sua recensione un..." o, al limite "ritengo che la sua recensione sia...".

    A parte questo: ti dico che chiavi di lettura universali non ne esistono (tanto meno nella musica); esistono invece le emozioni e le interpretazioni, e ti assicuro che quanto ho scritto esprime esattamente quelle che sono le mie.
    Tant'è...

  • utente0 15 anni Rispondi

    caro signor linossi, ritengo la sua recensione sia un chiaro simbolo di ignoranza e di superficialità.Un commento di questo tipo può nascere solo se non si ha ascoltato le canzoni dei melanie efrem in profondità,capendone i testi e capendo ciò che la musica trasmette.Personalmente la musica dei melanie mi dà veramente tanto,trasmette sensazioni e colpisce il cuore..e non sono l'unica a pensarla cosi!forse prima di scrivere un articolo di questo tipo avrebbe dovuto ascoltare..

  • flinossi 15 anni Rispondi

    Sai come è: la funzione sinonimi di Word non è sempre così varia...