Enrico Bassi 71°10’21”N 2006 - Progressive, Elettronica

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Mi si perdoni ma dopo aver ascoltato il cd di Enrico Bassi ho avvertito l'impellente bisogno, fisiologicamente irrefrenabile, di riconciliarmi con la musica, quella vera, riascoltandomi qualche bella composizione di piano di Einaudi e Nyman, giusto per assaporare quel rassicurante potere evocativo della musica – la musica intesa come ideale colonna sonora di viaggi immaginari, fertile humus per meditazioni e divagazioni mentali – che il nostro compositore di turno ha indebitamente contaminato millantando non meglio precisate capacità immaginifiche delle proprie melodie, dallo stesso tratteggiate come ideali "ambienti sonori, con linee immaginarie di demarcazione spirituale, vedute estasianti, panorami che sprigionano senso di abbandono e solitudine, oceani immensi e migliaia di laghi". Sarà, ma francamente non ci sento niente di tutto ciò in un lavoro che manca di pathos e profondità sonora (sembra a tratti di ascoltare una base midi!) e che soprattutto si dipana lungo arrangiamenti imbarazzanti e liriche in inglese dalla dubbia credibilità.

Tra maldestre citazioni di Vangelis, Tangerine Dream, Jean Michel Jarre, Bowie e Kraftwerk, in un'apoteosi di suoni sintetici demodé e linee vocali che mi ricordano vagamente i Kirlian Camera di "Pictures From Eternity" (non me ne vogliano questi ultimi) – barcollando tra fraseggi minimali di piano e forvianti patterns di batteria elettronica – Enrico Bassi &Co. si sono ammirevolmente prodigati nel tentativo di cristallizzare, in una registrazione visibilmente artigianale, la loro concezione di musica ambient dalle suggestive connotazioni elettroniche (quello insomma che gli Sigur Rós hanno realizzato con inarrivabile maestria) senza però provocare la seppur minima sollecitazione del nostro PuntoG spazio-temporale, condizione necessaria e sufficiente per intraprendere un qualsivoglia viaggio immaginario con la nostra fantasia, per cielo, mare o terra che sia.

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La recensione 71°10’21”N di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2006-09-13 00:00:00

COMMENTI (18)

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  • utente0 14 anni Rispondi

    come si permette uno che è classificato come alvaro vitali e che ascolta gruppazzi da strapazzo super commerciali come gli afterhours o come quel pallon gonfiato di battiato....di ergersi presuntuoso a critico di un compositore profondo, originale e tuttavia modesto come enrico bassi?io ho ascoltato piu volte il suo cd e trovo che alcuni suoi brani siano delle autentiche opere d'arte, capaci di evocare sensazioni profonde (vedi ultimo brano).e poi ritengo che giudicare un compositore da una presunta registrazione artigianale sia l'ultima cosa che possa centrare con la musica.
    presuntuoso!!!!

  • acty 14 anni Rispondi

    non ho idea della differenza tra una scala lidia e un accordo dominante... e nessuno ha mai preteso di essere competente... qui si usano gli ascolti, il buon senso, l'esperienza, il gusto, la cultura personale, le idee, le conoscenze quotidiane e le proprie storie personali... sta a chi legge poi dare valore a tutto questo.

  • utente0 14 anni Rispondi

    non per continuare la polemica ... ma se non siete una scuola di musica , che competenze avete per scrivere ? Nel senso che vorrei sapere se il recensore sa la differenza tra una scala lidia e un accordo dominante , o tra una sedicesimo ed un ottavo , altrimenti perdiamo tutti tempo e fiato...
    Ciao a tutti:)

  • utente0 14 anni Rispondi

    effettivamente un contenitore di recensione non può fare veci di scuola musicale. Il disco a me ricorda della vecchia musica di Franco Carotta o Carota; i brani strumentali non sono male.

  • acty 14 anni Rispondi

    non siamo una scuola di musica...

  • utente0 14 anni Rispondi

    Il disco non è eccelso, comunque il tizio ha parecchia fantasia. "demode"??? penso che chi scrive non abbia inteso che i suoni elettronici di vecchia data sono un po' il cavallo di battaglia di questo musicista. Basta vedere nel suo sito che razza di parco macchine si ritrova.

  • utente0 14 anni Rispondi

    La recensione , per quanto i i gusti siano cose personali secondo me è cattiva.
    Spesso i critici sono musicisti , casomai anche incattiviti dal fatto che altro non possono fare che scrivere e parlare ( a vanvera ) perché come musicisti non valgo proprio nulla....Cmq senza voler essere offensivo , le critiche anche se negative devono sempre avere lo scopo di essere costruttive.. Qui cosa c'è di costruttivo ? Niente ...
    A Voi , pubblico , l'ardua sentenza,del resto è bello ciò che piace.

    Ps = vi piacciono i finley ?????:):):)perché in questo sito non vi occupate solo di musica " commerciale "? anziché dare addosso chi fà musica per se , per goderne il più alto senso che essa dovrebbe avere..... dare emozioni!

  • utente0 14 anni Rispondi

    non ho sentito il disco, ma mettere einaudi come termine di paragone è incredibbbile, per chiunque. è l'uomo più sopravvalutato del panorama pianistico, forse più di allevi.
    "riconciliarmi con la musica, quella vera.." mamma mia AUhhUUhAHHhhAaaHHuUUuUUaUbUaUAUAbbb

  • maxgesang 14 anni Rispondi

    Entro nella discussione: ho conosciuto questo musicista ad un raduna di musica elettronica, chiamarlo musicista è un po’ riduttivo in quanto è un grande attivista musicale e collezionist di strumenti elettronici. il suo crumar museo è stata una bella idea per noi appassionati e compositori di musica elettronica. Personalmente l’album in questione, anche al sottoscritto non piace, l’ho trovato troppo acustico e un po’ noioso. Tuttavia nella sua discografia, trovo strano non siano accenni tutti i CD, ci sono delle cosette molto interessanti, belli Qprika e Scandinavia, entrambe colonne sonore e anche l’ultimo album pubblicato nel 2008 non è male, anzi penso sia il suo migliore anche se l’ha fatto passare per una cosa nuova ed invece sono presenti alcune vecchi brani che ricordo di avere ascoltato proprio al raduno qualche anno fa. Volevo informare anche che i link non sono corretti e che la discografia non è completa, magari si può provvedere i gestori del sito.

  • antonelloprog 14 anni Rispondi

    Egr. Antobel, la tua recensione sul lavoro del Bassi, per quanto ogni parere sia certamente meritevole di rispetto, mi sembra francamente un pò troppo severa. Non è difficile essere d'accordo sul fatto che certe "pietre miliari" della musica elettronica sono inarrivabili (...e non ci vedo nulla di strano...), ma anche nella più avversa delle recensioni mi piacerebbe (non vorrei insegnare il mestiere a nessuno) poter cogliere qualche elemento positivo, di incoraggiamento, per chi comunque ha messo in campo un impegno ed ha avuto il coraggio di confrontarsi con il pubblico.
    Einaudi: se ti piace il filone della musica nazional-popolare da pubblicità per famigliole italiane, allora c'è Clayderman che ci ha pensato molto prima e senza dover faticare a darsi arie da intellettuale, e pure Fausto Papetti era molto divertente e disimpegnato. Per riconciliarsi con la musica c'è dell'altro, dai...
    Scherzo, però cerchiamo di essere meno severi con chi crede in quello che fa, e di riservare comunque un pò di stima e di simpatia. Si sta meglio tutti.
    Cordialmente,
    Antonello