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album 71°10’21”N - Enrico Bassi

Enrico Bassi

71°10’21”N

2006 - Progressive, Elettronico

RECENSIONE
13/09/2006

Mi si perdoni ma dopo aver ascoltato il cd di Enrico Bassi ho avvertito l'impellente bisogno, fisiologicamente irrefrenabile, di riconciliarmi con la musica, quella vera, riascoltandomi qualche bella composizione di piano di Einaudi e Nyman, giusto per assaporare quel rassicurante potere evocativo della musica – la musica intesa come ideale colonna sonora di viaggi immaginari, fertile humus per meditazioni e divagazioni mentali – che il nostro compositore di turno ha indebitamente contaminato millantando non meglio precisate capacità immaginifiche delle proprie melodie, dallo stesso tratteggiate come ideali "ambienti sonori, con linee immaginarie di demarcazione spirituale, vedute estasianti, panorami che sprigionano senso di abbandono e solitudine, oceani immensi e migliaia di laghi". Sarà, ma francamente non ci sento niente di tutto ciò in un lavoro che manca di pathos e profondità sonora (sembra a tratti di ascoltare una base midi!) e che soprattutto si dipana lungo arrangiamenti imbarazzanti e liriche in inglese dalla dubbia credibilità.

Tra maldestre citazioni di Vangelis, Tangerine Dream, Jean Michel Jarre, Bowie e Kraftwerk, in un'apoteosi di suoni sintetici demodé e linee vocali che mi ricordano vagamente i Kirlian Camera di "Pictures From Eternity" (non me ne vogliano questi ultimi) – barcollando tra fraseggi minimali di piano e forvianti patterns di batteria elettronica – Enrico Bassi &Co. si sono ammirevolmente prodigati nel tentativo di cristallizzare, in una registrazione visibilmente artigianale, la loro concezione di musica ambient dalle suggestive connotazioni elettroniche (quello insomma che gli Sigur Rós hanno realizzato con inarrivabile maestria) senza però provocare la seppur minima sollecitazione del nostro PuntoG spazio-temporale, condizione necessaria e sufficiente per intraprendere un qualsivoglia viaggio immaginario con la nostra fantasia, per cielo, mare o terra che sia.

Tracklist

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Commenti (18)
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  • Shhh Room 23/10/2007 ore 21:33

    recensione astiosa nei toni e discutibile nei contenuti.
    consiglierei una tisana di passiflora.

    > rispondi a @shhhroom
  • Antonelloprog 23/10/2007 ore 23:43

    Egr. Antobel, la tua recensione sul lavoro del Bassi, per quanto ogni parere sia certamente meritevole di rispetto, mi sembra francamente un pò troppo severa. Non è difficile essere d'accordo sul fatto che certe "pietre miliari" della musica elettronica sono inarrivabili (...e non ci vedo nulla di strano...), ma anche nella più avversa delle recensioni mi piacerebbe (non vorrei insegnare il mestiere a nessuno) poter cogliere qualche elemento positivo, di incoraggiamento, per chi comunque ha messo in campo un impegno ed ha avuto il coraggio di confrontarsi con il pubblico.
    Einaudi: se ti piace il filone della musica nazional-popolare da pubblicità per famigliole italiane, allora c'è Clayderman che ci ha pensato molto prima e senza dover faticare a darsi arie da intellettuale, e pure Fausto Papetti era molto divertente e disimpegnato. Per riconciliarsi con la musica c'è dell'altro, dai...
    Scherzo, però cerchiamo di essere meno severi con chi crede in quello che fa, e di riservare comunque un pò di stima e di simpatia. Si sta meglio tutti.
    Cordialmente,
    Antonello

    > rispondi a @antonelloprog
  • maxgesang 24/10/2007 ore 10:26

    Entro nella discussione: ho conosciuto questo musicista ad un raduna di musica elettronica, chiamarlo musicista è un po’ riduttivo in quanto è un grande attivista musicale e collezionist di strumenti elettronici. il suo crumar museo è stata una bella idea per noi appassionati e compositori di musica elettronica. Personalmente l’album in questione, anche al sottoscritto non piace, l’ho trovato troppo acustico e un po’ noioso. Tuttavia nella sua discografia, trovo strano non siano accenni tutti i CD, ci sono delle cosette molto interessanti, belli Qprika e Scandinavia, entrambe colonne sonore e anche l’ultimo album pubblicato nel 2008 non è male, anzi penso sia il suo migliore anche se l’ha fatto passare per una cosa nuova ed invece sono presenti alcune vecchi brani che ricordo di avere ascoltato proprio al raduno qualche anno fa. Volevo informare anche che i link non sono corretti e che la discografia non è completa, magari si può provvedere i gestori del sito.

    > rispondi a @maxgesang
  • Stefano "Acty" Rocco 24/10/2007 ore 20:12

    non siamo una scuola di musica...

    > rispondi a @acty
  • Stefano "Acty" Rocco 26/10/2007 ore 20:49

    non ho idea della differenza tra una scala lidia e un accordo dominante... e nessuno ha mai preteso di essere competente... qui si usano gli ascolti, il buon senso, l'esperienza, il gusto, la cultura personale, le idee, le conoscenze quotidiane e le proprie storie personali... sta a chi legge poi dare valore a tutto questo.

    > rispondi a @acty
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