7grani A Spasso Coi Tempi 2006 - Pop

A Spasso Coi Tempi precedente precedente

Pezzi semplici, molto allegri, di spontaneo po(l)ppettino funkeggiante impianto eighties condito qua e là da “arrangiamentini” reggae. Testi calati nel quotidiano tran-tran del cittadino-medio frustrato quanto basta da molteplici vessazioni (“Metereopatica”, “Abbi Cura”, il migliore dell’album), secondo uno schema purtroppo molto noto al canzonettese italiota. Anche se senza dubbio qui si cerca un velato, apprezzabile svecchiamento nell’approccio alla lirica sposando la strategia “finto-facilona”, nel senso di strofe elementari e spumeggianti ma ogni tanto passibili di una duplice lettura.

E poi una certa ricerca dell’inciso azzeccato, che dimostra discreta esperienza dal vivo – nel senso che la band in questione sa bene che in questo ultrainflazionato genere o si architettano dei riff azzeccati oppure si scompare pure dai mini-festival.

Per il resto davvero poco altro, “Semplice” sembra un b-side degli Zero Assoluto se fossero stati attivi nell'88, “Gian la sua donna e il cane” un impappo fra il Morandi di “Banane e Lamponi”, il Caputo più appiccicoso e chissà chi altro, “Ahi ahi ahi” un cavalcatina pop dal suono molto vecchio.

Magari simpatici. Sostanzialmente anonimi.

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La recensione A Spasso Coi Tempi di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2006-09-14 00:00:00

COMMENTI (11)

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  • acty 15 anni Rispondi

    ...posso asicurarti che statisticamente non è affatto vero... di demo registrati in saletta e diventati primascelta ce ne sono in grande quantità...


  • pseudo 15 anni Rispondi

    ALcuni di quelli che confusamente indichi sono fattori importanti ma che - a mio avviso - non è corretto entrino nella valutazione estetica troppo invadentemente.
    E poi, ripeto, non mi pare di essermi gettato a capofitto in una stroncatura totale: semplicemente, mi sono sembrati bravi, simpatici e anonimi.

  • utente0 15 anni Rispondi

    Leggo le recensioni di rockit molto spesso. Mi piace ascoltare la band e cercare di capire se la mia impressione collima con la recensione. Ho notato che se un gruppo ha dietro un'etichetta quasi inevitabilmente viene pompato.
    Le pecche diventano spesso; caratteristiche, le somiglianze; citazioni, ...
    Nel giudizio partiamo almeno con il pensare, hanno un'etichetta ed un produttore che ha affinato il progetto?
    Hanno fatto tutto da soli con le proprie forze?
    Questi ragazzi non sono affatto male. Degno di nota anche il trombettista!



  • acty 15 anni Rispondi

    c'è una posizione di fondo che non condivido... quel "un consiglio tangibile su come migliorare". questa posizione non può essere assoluta. se tu vali TRE io non ho idea di come farti diventare una band che valga DIECI e non ho alcun interesse a darti un consiglio per arrivare a QUATTRO-E-MEZZO. non serve a te, non serve a me, non serve al mondo. continua pure a divertirti e suonare fino a sfinirti, massimo rispetto. ma sappi che vali TRE.
    è invece molto più costruttivo costruire la consapevolezza di cosa sia TRE, così che si diffonda l'aspirazione ad essere DIECI.


  • utente0 15 anni Rispondi

    Ciao Alfonso! Sono Luca, batterista dei 7grani. Se mi lasci un indirizzo di posta ti spedisco il CD, se non altro per lo sbattimento! Così almeno sappiamo tutti di cosa stiamo parlando... Ti lascio la mia mail - luca@7grani.it - fammi sapere! Su www.7grani.it trovi qualche mp3.
    Grazie, a presto!
    Luca:)

  • pseudo 15 anni Rispondi

    Fra l'altro i lettori dimenticano spesso che molte delle band che propongono i propri demo o i propri dischi (in special modo gli esordienti o emergenti, insomma tutti gli -enti) sono al recensore medesimo sconosciute.
    Non ci sarebbe davvero ragione logica alcuna per avere il dente avvelenato contro sconosciuti. E, a ben ragionare, nemmeno contro gruppi già ascoltati e conosciuti.
    E poi alla fine il punto è sempre quello: vogliono che la critica li tratti e li giudichi da artisti (quali spesso sono, ma più spesso non sono), salvo poi reagire non come chi, una volta terminata e proposta l'opera al pubblico, ha comunque soddisfatto il proprio talento creativo e al quale non serve altro, ma come l'assessore di provincia infuriato perché non si è citato il suo nome in un articolo sul Corriere dell'Aspromonte relativo all'ultima festa di San Gabriele.

  • enver 15 anni Rispondi

    comportandi senza la esse. ammesso che in latino esista il verbo comporto-as-avi-atum-are.
    nessun istinto musicale represso: mai suonato niente, non avendone le capacità innate. mi piacerebbe che altri nel mio stato non suonassero, visti gli obbrobri che sottopongono. non ho mai capito che cazzo voglia dire critica costruttiva, poi. la mia politica sarebbe quella di parlare solo delle cose che effettivamente piacciono, come su carta: ne resterebbero veramente poche. poi, caro nonloggato, nessuno mi toglie dalla testa che tu non abbia a che fare con la band recensita (bene, in senso stilistico) da Simone Cosimi.

  • alfonso 15 anni Rispondi

    Il dente avvelenato è un "modus comportandis", non riferito in particolare solo a questa recensione. A volte mi sembra che chi scrive (anche su altri giornali) sfoghi istinti musicali repressi, sogni da musicista deluso. E' vero che quasi tutti criticano abbattendo e non costruendo, ma perchè bisogna fare quello che fanno tutti?! Il mio era solo un consiglio... senza rabbia

  • nicko 15 anni Rispondi

    non capisco dove sarebbe il "dente avvelenato", è una recensione ben scritta, chiara, che va dritta al sodo e, semplicemente, cerca di mettere in luce i punti deboli del lavoro in questione. non vedo alcun desiderio di essere "distruttivi" e non capisco cosa c'entri l'essere "indie-boys-malinconici".
    a volte proprio non vi capisco.
    :|

  • enver 15 anni Rispondi

    domanda: ma alle altre riviste, su web e carta, si chiede analogo sforzo di costruzione? di sicuro no. e allora perchè solo a Rockit? Lo scopo della critica musicale non dev'essere quello di far migliorare i musicisti: se sono in grado, lo facciano da soli. Bensì una review serve all'ascoltatore, per dire cosa trova dentro a un cd, e se vale la pena munirsene. L'alternativa è cassare i dischi brutti, come succede a Blow Up: il risultato sarebbe tale da ospitare al massimo venti-trenta dischi l'anno (e ci sto largo). A volte il consiglio tangibile per migliorare sarebbe: a) smetterla con un genere per cui si è inadeguati; b) scrivere cose intelligenti; c) cambiare formazione: come notato qualche thread fa, a volte sciogliendo delle band se ne formano di migliori, scomponendo i pezzi. Chi si affida a Rockit deve sapere che il suo disco viene giudicato, non compatito. Altrimenti siamo tutti Mollica e Luzzatto Fegiz, o la Croce Rossa. (ulteriore sintomo della necessità di abolire questa sezione del forum)