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RECENSIONE
30/11/2006

Per tirare le fila e a dare un po’ d’ordine ai brani di “Too Emotional For Maths” i Dilatazione hanno chiamato Amaury Cambuzat. Uno che con la sua band più famosa – gli Ulan Bator – è riuscito ad andare davvero al di là – post? – degli schemi musicali odierni – rock? – fornendo una propria, lucida e a tratti geniale terza via alle instancabili sperimentazioni di Chicago e alle decadenti melodie di Glasgow. Se poi aggiungiamo Francesco Donadello – il batterista dei Giardini Di Mirò – al banco mixer, beh, tutto viene da sé. Nel senso che i nomi coinvolti sono autorevoli, la confezione interessante, le attese elevate.

Il problema, però, è che sembra quasi che “Too Emotional For Maths” di queste attese ne faccia una malattia. Come se si vergognasse di mostrarsi in pubblico, nascondendo la propria faccia – il proprio talento – dietro quella più rassicurante e riconoscibile dei Mogwai. Di cui i Dilatazione ricalcano pedissequamente le orme – persino nell’uso del vocoder – nell’iniziale “Wendy Carlos”. Non che siano gli unici a farlo, sia chiaro. È che i primi ascolti segnalano una vicinanza stilistica ai canoni del genere e nulla più. Come se il post rock non fosse, prima che pallida imitazione, un sacro furore che fa terra bruciata della nostra vecchia concezione di canzone, di musica, di emozione.

Una malattia, si diceva. O forse una mancanza di comunicazione. O di confidenza. Perché con lo scorrere del tempo l’album si apre. Accetta il confronto con l’ascoltatore, vince reticenze e timidezze, si rimette in gioco. E costringe a riformulare giudizi e pregiudizi, ché per fortuna solo gli sciocchi non sanno rivedere le proprie posizioni. Non che il ragionamento precedente cada come un instabile castello di carta sotto una bufera invernale. È che si sentono buone melodie (le due canzoni disperate e malinconiche cantate da Cambuzat, “Cendre In” e “Cendre Out”) che fanno vedere come la via di fuga sia dietro l’angolo. E infatti subito dopo la band si congeda finalmente dagli amici – Mogwai, Explosions In The Sky – e dai nemici – ehi critichino! – e si lancia nel travolgente finale di “Tutto Si Dimentica”. Che, per la cronaca, è il pezzo post rock più bello dell’anno. Un inno strumentale da vivere con i pugni alzati al cielo, la gola in fiamme ed il cuore in subbuglio. Una cavalcata a mille chilometri l'ora che in certi tratti sorpassa a destra le formidabili scie emotive dei 65daysofstatic. Un brano – ahimè – che si interrompe letteralmente all’improvviso, dopo sette minuti esaltanti, lasciandoci sudati e sbigottiti. Come un coito interrotto di cui nessuno sentiva il bisogno. Metafora perfetta di un album che, pur ben fatto, poteva dare qualcosa in più.

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Commenti (31)
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  • deadsuit 29/12/2006 ore 00:26

    Allora , visto che sai tutto , dimmi come si fa a vedere un ip di un utente senza fare parte come ACTY del sito.
    Io lo so come si fa(non perchè sono un genio ma solo perchè mi è stato riferito)
    Forza , elenca i procedimenti
    Ciao

    > rispondi a @deadsuit
  • Dilatazione 29/12/2006 ore 08:26

    Ciao boyz. La discussione sta degenerando su un piano metafisico...
    Si sfiora il ridicolo :]. Se Acty può controllare gli ip saprà bene che gli unici commenti che ho scritto sono quelli dei dilatazione, firmati a nome mio.
    Ma veramente dobbiamo perdere tempo a discutere di queste stronzate, dai :]?
    Sarebbe una cosa veramente imbarazzante, triste, oltre che di una disonestà intellettuale unica, mettersi a incensare il proprio disco sotto pseudonimo. So che c'è chi lo fa, su questo forum. Non è il nostro caso, ve lo assicuro! E se un giorno ci conoscerete di persona ve ne accorgerete subito. Se poi volete inventarvi improbabili scambi di persona per gettare un po' di merda aggratisse fatelo. Io me ne tiro fuori.
    Tra un po' è l'ultimo dell'anno, Ip Ip urrà!
    Detto questo vi saluto, vi auguro buon anno e buona musica.
    Alla prossima!
    Con affetto
    Patrizio Gioffredi aka Truro via gramsci 154 montale, chitarrista dei dilatazione



    > rispondi a @dilatazione
  • deadsuit 29/12/2006 ore 16:12

    Sei te che hai iniziato la discussione , e con questo bel giro di parole sterili , fai capire a tutti che non hai la più pallida idea di come si fa a riconoscere un IP.
    Sai qual è la verità:
    FAI PARTE DELLA BAND IN QUESTIONE , ALTRIMENTI ACTY NON AVREBBE MAI SCRITTO CHE I 2 COMMENTI PROVENIVANO DALLO STESSO COMPUTER.
    Hai fatto proprio una bella figura di merda

    > rispondi a @deadsuit
  • abcdefg 29/12/2006 ore 17:36

    disco di cacca=disco di merda:?

    > rispondi a @abcdefg
  • matteolowave 14/01/2007 ore 12:15

    Visti dal vivo all'ambasciata di marte: entusiasmanti!
    Anche se penso che "too emotional for maths" suoni davvero bene, dal vivo sono una bomba! Diretti, sparati, con delle digressioni da brividi!
    bravi, bravi..

    > rispondi a @paralyzelove
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