Lieve
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24/10/2006

Pop-rock lineare e bianco come le venature del cielo di settembre. Dritto e melodico, senza alti e bassi e su e giù, liscio al tatto e decisamente piatto negli auricolari. Le influenze dichiarate dai Lieve mi preparavano a ululati vedderiani, e invece le linee vocali percorrono le tracce asteniche e trascinate, quasi costrette: in alcuni passaggi penso al cantante dei Verdena stanco, molto stanco. La trama sonora è solida e ricorda gli U2 dei primi anni ottanta, lasciandosi andare poi in giri sognanti simili agli slanci degli ultimi Cure (ma proprio ultimi ultimi). Tutto però rimane in superficie e non decolla, nessun margine di originalità e tanti suoni fotocopia; neppure le liriche in italiano riescono ad allontanare questo lavoro dai riferimenti della band e io, solitamente paladina della lingua, per una volta avrei trovato più azzeccata la scelta dell’inglese, per amalgamare in modo più omogeneo i brani. Niente di nuovo, manca ossigeno mentre il cd gira ancora nel lettore in un’apnea emozionale, senza toni netti né sfumature, e allora chiudo gli occhi, mi rannicchio, e mi metto a dormire.

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La recensione Lieve - Recensione - Lieve di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 17/07/2019

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