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RECENSIONE
02/11/2006

Tu, voi. Qualcuno di voi venga a scipparmi l'auto con dentro il cd di Dade dei Linea 77, alias AntiAnti. Senza fare troppi rumori. Poi restituite il funky-rottame color neve e ascoltatevi il disco policromatico. Perché spacca. E di certo uno spigolo calpestato da uno degli innumerevoli ospiti, magari quello più hard (Violetta Beauregarde isterica, schizoide e telegenica, o i Corveleno cazzuti) piuttosto che la session electro-easy-intelligente (Caparezza, Super Elastic Bubble Plastic o il cuginetto Samuel), del Tappeto in quel ambiente impressionerà il vostro volubile palinsesto di suoni. Dato che il concept antitetico crea un felice contrasto per niente wannabe.

Forse è inadattabile solamente a chi striscia nei percorsi sbiaditi e inalterabili. Quindi tristi e noiosi. Questo invece è un disco che tinteggia il dileggiato Pianeta delle scimmie pavide, con la superiorità interiore di un imbianchino alfiere della sua arte. Non è un album ad cazzeggium decifrabile come ripiego creativo aspiramerda. Quello che troverete dentro il carton-pack ipercolorato, sul cruscotto a destra, è produttivo più di Costanzo per la televisione da raccolta differenziata. Sono i colori viventi di un suono parallelo. Imbrattato di piacevoli linee imprevedibili. Quelle del writer a viso coperto che sponsorizza il muretto sotto casa tua di un bombing in one-line. O quelle di un secchio pieno di colori lucenti che sprofonda violentemente su un pavimento.

Preso in prestito da "Il Grande Lebowski" di Joel Coen, "Il tappeto dava un tono all'ambiente" è una citazione che dovrebbe sbatacchiarsi in primis quei culetti inzaccherati di sempre-la-stessa-storia, stessa-tinta o stesso-sound e stessa-figa. Dade (bassista dei Linea 77), a sto giro diventa l'AntiAnti. La cui versione sintattica (l'Anti dell'Anti) ha una serie inesauribile di percezioni antropologiche e socio-musicali. Ma quel cazzo di Intro spiega già tutto. Una semplicissima chitarrina in fingerpicking, interrotta da suoni meccanici, illogici e digitali che poi eiaculeranno un beat noise/d'n'b. Mucho estilo. E' questo che accredita l'azzeramento completo di ogni senso. Niente Anti dell'anti. E' zero. E' di nuovo l'inizio. Puntoeaccapo. E tante altre gocce coloranti. E' intensa la vernice di questo disco che non serve essenzialmente a niente o a nessuno, se non a chi si esalta ancora con un po' di colore. Differente, sensato e anti-anticonformista.

Tracklist

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Commenti (10)
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  • debonair 02/11/2006 ore 17:32

    questo disco è una magnifica scopata.
    una volta mi capitò di vedere i linea 77 in concerto per caso, attendendo l'uscita di ben più sopraffini elementi marlenici, e la mia bassa opinione in merito al suddetto gruppo 77 non cambiò. eppure, una strana luce dorata colpiva e rendeva particolarmente interessante uno dei componenti di questo gruppo (dade). ed ora ecco che esce con questa chicca. da ascoltare, senza dubbio.
    amen.

    > rispondi a @debonair
  • stefania tenan 02/11/2006 ore 22:20

    stupendo!!!!da ascoltare...il pack del cd è favoloso!

    > rispondi a @pinka
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