Disfunzione Il ragazzo di Berlino 2006 - Pop, New-Wave

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Veneto e Regno Unito non sono mai stati così vicini. Non tanto per il candore ostile della nebbia, il malinconico grigiore del crepuscolo o il carattere schivo e riservato dei propri abitanti, no, adesso sono più vicini grazie ad una manciata di canzoni; undici, per l’esattezza, magicamente materializzatesi dall’anonimato della provincia padovana per effetto di un bizzarro amplesso artistico che ha legato una giovane band della pianura veneta e l’etichetta bergamasca Jestrai – fino a quel momento avvezza a ben altri dischi e ben altre bands – che in uno slancio di smisurata spregiudicatezza ha visto bene di abbracciare la causa del pop per stemperare l’estremismo di alcune sue precedenti ardite collaborazioni. La scommessa sembra vinta in partenza. Al diavolo le vendite! I Disfunzione funzionano a meraviglia come microscopici ingranaggi di un Rolex appena uscito di fabbrica. Un piccolo capolavoro (“La manifestazione”), otto piccole perle e due trascurabili incidenti di percorso (“Simile al volo” e “Improvvisamente l’estate scorsa”) che vanno nell’insieme a delineare quello che nel migliore dei mondi possibili dovrebbe essere il prototipo del pop-rock in salsa italiana: base ritmica pulsante, frenesie chitarristiche e dolcezze cantautorali. Derivatività e tradizione, senza pudore ma con stile.
Abilissimi nel contaminare la tradizione della canzone d’autore con gli elementi fondanti del brit-pop contemporaneo e della new-wave anni’80 (iconograficamente rimarcati dalla ragazza sulla copertina) i Disfunzione profumano di Smiths, U2, Travis, Franz Ferdinand e Veils nelle nervature delle chitarre, nelle aperture melodiche e nei bridges pre-ritornello. La bella voce di Walter Zanon pensa a tutto il resto, rivomitando a parole la parte migliore della musica leggera italiana.
”La nebbia che c’è nella mia pianura mi ha insegnato a lottare…” cantano i Disfunzione. Se gli effetti sulla musica sono questi non ci resta che riconoscere alla nebbia un insolito e insospettabile valore aggiunto.

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La recensione Il ragazzo di Berlino di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2007-02-19 00:00:00

COMMENTI (2)

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  • flinossi 15 anni Rispondi

    Beh, i migliori no, dai! Però, il disco è piacevole: si fa ascoltare volentieri.
    E, poi copertina e titolo del disco sono bellissimi!

  • utente0 15 anni Rispondi

    I migliori in assoluto!!!

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