Deflore Human Indu[b]strial 2006 - Strumentale, Industrial

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Deflore. Un vero funerale. Si muovono a proprio agio su territori industriali e atmosferici in maniera superba. Creano atmosfere lugubri grazie all’ottima padronanza dell’elettronica e nell’uso del sampling.

Il disco si sviluppa lungo coordinate plumbee che descrivono città deliranti e assassine. Schizoidi e depravate. Così come fecero anni fa i Godflesh dei quali rimane la necessità di disegnare paesaggi grigi e atmosfere soffocanti.

Il metal non è certo caratteristica principale, anzi qui il calore non esiste. I Deflore usano le batterie elettroniche e non fanno nulla per nasconderlo. Tutto è freddo e governato da suoni di calcolatori. Ecco comparire chitarre pesanti e compresse, che si perdono in un marasma di distorsioni sempre molto controllate. Non si varca mai i confini del noise puro. In mezzo a tutto ciò linee melodiche di sintetizzatore o di tastiera creano atmosfere gotiche e rendono molto ricercato questo lavoro che è assolutamente quello che desidera chi si nutre di suoni urbani. Per chi vuole avere a che fare con della musica meno scontata e fortemente introspettiva. Evocazione di elementi che furono dei Throbbing Gristle e degli Swans, riesumazione di cadaveri.

La maggior parte delle tracce si assesta su livelli veramente interessanti dando la sensazione che il gruppo abbia molto chiaro in testa quello che intende proporre; dovendo citare alcune di queste non posso escludere l’opener ("Emostatico", che si può sentire sulla loro pagina MySpace) assolutamente cupa e perfetta per far calare le tenebre nel disco e la ricercatezza gotica di "Orto d-ossa", con quel incedere lentissimo e quei cori che spuntano, così, lontani in fondo al martirio.

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La recensione Human Indu[b]strial di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2007-04-24 00:00:00

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