Polina Pullsanti 2000 - Jungle, Hip-Hop, Drum & Bass

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I Polina nel maggio 1998 registrarono un demo che già faceva intuire con una certa chiarezza la direzione prescelta: proponeva una miscela di dub, jungle ed hip-hop che partendo dalle radici (Napoli e dintorni) si dirigeva verso mete internazionali (Londra e Bristol per intenderci). Questo primo disco ufficiale conferma le prime impressioni ma offre anche più soluzioni musicali: lo spettro sonoro si è ampliato arricchendosi di tanti elementi stimolanti. In "Pullsanti" troviamo, infatti, molti campionamenti, beat ossessivi, ritmi frenetici, suoni che si rincorrono, si ripetono, rallentano per poi accelerare all'improvviso. I Polina cantano indifferentemente in italiano, napoletano ed inglese, utilizzando spesso giochi di parole che risultano anche simpatici. Il loro progetto musicale vuole assumere connotati internazionali ed infatti il disco ha sicuramente un "sapore" inglese. La conferma è offerta da brani come "Rotola"(dub che ti rimane nella testa), "Deb" (loop infiniti che chiedono solo di essere ballati), "Music man" (drum'n'bass canonico ma indicativo dello stile dei Polina). Ciò che caratterizza i Polina, al di là della musica, è l'approccio aggressivo, rabbioso, passionale: degli strumenti classici, questi quattro ragazzi utilizzano solo basso e batteria , poi la "trama" principale è costituita dalle macchine. I Polina si inseriscono nell'ottica moderna del rapporto uomo-macchina, cercando però di usare la tecnologia a proprio vantaggio cioè ponendosi come scopo principale quello di trasmettere comunque delle emozioni. L'energia umana deve sempre prevalere su strumenti elettronici che altrimenti rimarrebbero freddi, senza un'anima pulsante. "Pullsanti" è senza dubbio un buon album che in particolare gli appassionati del genere jungle-drum'n'bass troveranno molto interessante dal momento che saranno sommersi da tasselli sparsi appartenenti ad un unico immenso puzzle. L'unico appunto che mi sento di muovere riguarda i testi: appaiono riempitivi, buttati lì a caso. E' vero che anche le parole costituiscono anch'esse dei suoni, sono complementari soprattutto a questo tipo di musica, ma uno sforzo maggiore per dare più senso ai testi renderebbe il lavoro senz'altro più completo. In ogni caso i Polina con questo disco d'esordio sono riusciti nell'intento di dare "corpo" alle loro peculiarità: calore e spontaneità, cioè qualità umane al cui servizio si pone la tecnologia moderna. L'importante è che non accada mai il contrario.

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La recensione Pullsanti di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2000-03-23 00:00:00

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