Micevice Bipolars of the world unite cpl 2000 - Indie, Alternativo

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Dei Micevice alcuni voi avranno potuto sentire qualcosa se siete gia accorso quest’inverno ad uno dei tanti concerti degli Scisma; la formazione lombarda, infatti, propone dal vivo pezzi come "Queue for sedatives"> e "Red fish", ovvero due delle 11 tracce totali presenti nell’esordio intitolato “Experiments on the duration of love", uscito in sordina un anno fa ma che meriterebbe di essere ripescato per gustare le qualità nascoste di un lavoro prodotto magistralmente da Hugo Race, personaggio altrettanto emblematico per inquadrare il sound di una band che fa capo a Giovanni Ferrario, attualmente impegnato anche con Lula e Scisma come chitarrista.

Certo i nomi degli artisti finora citati potranno dirvi qualcosa sui territori sonori che i Micevice calcano più spesso, ma non basta rifarsi alle citazioni per cogliere le sfumature di un album che spazia dalla psichedelia al blues, senza dimenticare alcuni accenni alla new-wave. Si tratta, insomma, di raffinata contaminazione, forse con un maggiore propensione per gli aspetti psichedelici, da leggere secondo l’interpretazione che spesso danno gli Scisma sul palco.

Il lavoro è ricco di special guest: da Cristina Donà a Marc Huyghens (Venus), passando poi per Paolo Benvegnù e quasi tutti gli altri titolari del gruppo che risiede sulle rive del lago di Garda. E forse il filo conduttore che lega gli ospiti presenti è - appunto - la ‘raffinatezza’, al punto da pervadere fino in fondo i solchi del disco. Si prendano così ad esempio la tracce in cui è presente prima la Donà, ovvero “Fireworks”, e poi Marc Huyghens (”Valium for breakfast”): in tutti e due i casi gli ospiti rendono i pezzi assolutamente brillanti, supportati, naturalmente, dalle intuizioni musicali del deus-ex-machina.

Personalmente ho apprezzato molto “Power to the guitar sound”, brano dal tiro micidiale che va a lambire insospettabili territori solcati spesso dalla chitarra di un ‘certo’ Keith Richards; idem con patate se il vostro cd player avrà a che fare con “Dirty job”, arricchita pure da un’armonica e con qualche puntatina nel lo-fi che, invece, viene trattato a dovere nella precedente “Moeroga”. Se poi volete cercare atmosfere più tranquille e dilatate potete far girare sia la traccia 4 (“Strawberry wine") che ricorda un po’ Bowie a spasso con i Pink Floyd, e poi la vagamente ‘beatlesiana’ “She sweet”.

E pensare che, dopo tutto ciò che vi ho raccontato, quest’album non ha ancora trovato una distribuzione nei negozi, ma potrete comunque reperirlo via internet attraverso l’indirizzo www.shinseiki.ale.it. E’ d’obbligo farci un pensierino, anche se non siete riusciti a trovare una delle tante ‘referenze’ sopra riportate.

P.S. E' da poco stato raggiunto un accordo con la Audioglobe per la distribzuione del cd su tutto il territorio nazionale. Mettetevi alla ricerca...

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La recensione Bipolars of the world unite cpl di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2000-03-26 00:00:00

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