Compilation Repetition*Bowie 2007 - Rock, Pop, New-Wave

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Chiariamo subito le cose. Malgrado in Italia non sia mai stato sdoganato, David Bowie è uno delle più importanti figure della storia r’n’r. Non solo tra 71 e 72 ha dato la sua forma definitiva al glam rock, ma si è divertito a prefigurare il punk (il riff portante di “Hang On To Yourself” è lo stesso di “God Save The Queen” dei Sex Pistols, che suonavano con gli ampli rubati al Duca, tra l’altro) e l’intera new wave, dalle nostalgie white funky dei new romantics (“Young Americans”), al lato più gothic (“Diamond Dogs”), a quello elettronico (“Station To Station”, la trilogia berlinese, “Scary Monsters”). Tanto per dire, i Beatles, dal decantato (e incontestabile) genio, suonano quasi sempre anni 60, e raramente sono più avanti del loro decennio. Stop.

L’uscita di una compilation celebrativa per i 60 anni di Bowie è quindi il minimo. Ma deve rispondere a tre quesiti. Queste cover sono all’altezza degli originali, senza scimmiottarli? Questo disco vive di vita propria, piacevole all’ascolto anche per chi non conosce Bowie? Ci rivela degli artisti notevoli, almeno come interpreti? Le risposte sono sì, sì, sì. Certo, non tutto è perfetto: inferiori agli originali sono “Life On Mars?”, “Space Oddity”, “China Girl” e “All The Madmen” (e vabbé, ma che imprese!, bisogna dire). Lascia perplessi poi “Let’s Dance”, che dell’originale ha solo il testo. Ma qui ci sono imprese da urlo: “Heroes” (la Gioconda di Bowie), “Ashes To Ashes” e “Absolute Beginners” rese vive, interessanti e toccanti in versioni differenti dall’originale; brani come "Conversation Piece" e "Letter To Hermione", non del tutto riusciti nell’originale bowiano che qui commuovono e brillano di luce inedita; "Be My Wife" (in una versione capolavoro, nello stesso rapporto in cui sta la "Mad World" di Gary Jules con l'originale dei Tears For Fears), "Kooks", "Panic In Detroit", "Beauty And The Beast" che rivelano nuove dimensioni; "Boys Keep Swinging", "Weeping Wall", "Hallo Spaceboy" davvero ben fatte.

Ci sarebbe da sparare il primascelta, se non fosse che su dieci cover da urlo sei sono opera di band straniere (gli svedesi Jeniferever, gli inglesi Mama Shamone, Christopher Saint, Anthony Reynolds, Showroomdummies e Sunny days sets fire che però contano un vocalist italiano). Tra gli italiani, da tener d’occhio gli aretini The Gumo, i bolognesi You should play in a band (uno dei più bei nomi per un gruppo), i pescaresi Sunflower e i livornesi Hollowblue e Luca Faggella. Ci daranno canzoni originali all’altezza della loro abilità d’interpreti? Lo scopriremo solo vivendo, per citare uno che al Duca piaceva parecchio, tanto da tradurlo per l’amico Mick Ronson

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La recensione Repetition*Bowie di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2007-01-04 00:00:00

COMMENTI (10)

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  • utente0 14 anni Rispondi

    Io vado alla serata di Roma, me li sono ascoltati su mtv, mi piacciono e un cd così, gratis, con una bella festa di lunedì, dove non si fa mai nulla non è male...javascript:GetBack(':[')



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  • utente0 14 anni Rispondi

    Ecco, infatti bella domanda.
    Andate su mtv ad ascoltarvi i brani e poi giudicate. Critiche belle e brutte ma almeno con cognizione.

  • utente0 14 anni Rispondi

    ..oltre a Stefanel qualcuno di voi altri ha ascoltato i brani di cui si parla??

  • utente0 14 anni Rispondi

    Rieccoci nella solita riunione di sfigati che non sa fare altro che criticare l'operare altrui.. e che addirittura pensa di conoscere il mercato discografico...

  • io 14 anni Rispondi

    sunflower

  • faustiko 14 anni Rispondi

    tipo??? cazzo, fate i nomi e argomentate...

  • utente0 14 anni Rispondi

    Mah, mi chiedo quanto conosciate dei gruppi del tributo. E poi un album non si pubblica solo per la "fetta di mercato"... ma anche per altri motivi meno legati ai soldi... che tu ci creda o no.

  • utente0 14 anni Rispondi

    Hahahahahahahaha

    Bellissima!

    Concordo!

    Che album della minchia, inutile errore di valutazione della fetta (esigua) di mercato.

  • utente0 14 anni Rispondi

    a me pare che il bombarolo di padova sia oltremodo magnanimo con gente che potrebbe andare bellamente a zappare...

  • faustiko 14 anni Rispondi

    beh... leggere stefanel che parla di bowie (ma anche di altro...) é sempre un piacere...