03/01/2007

Band?: un quesito a segnalare una crisi. Dubbi sulla propria identità a quanto pare, la band, infatti, ha subito gli effetti destabilizzanti della disaffezione di un membro, chitarra solista della line-up, che lascia così il suo ultimo contributo. Forse anche per questo i The Gale sono progrediti poco rispetto a quanto potessi immaginare. Si, perché questa è la seconda volta che mi occupo di loro. La prima risale all’ep del 2005, di cui qui compaiono ben quattro tracce, "Something is broken", "Tatoo", "Moon in december", "Un". Sicuramente le tracce più valide del precedente lavoro, anche se una versione appositamente creata per il nuovo album sarebbe stata preferibile.

Le cose da dire non sono tante, tranne che i The Gale sono riusciti a distanziarsi dai loro modelli, realizzando un suono più personale e definito, i cui tratti caratterizzanti rientrano sempre nell’ambito del punk-rock, a cui si aggiungono ornamenti chitarristici.

Le tracce più convincenti sono senz’altro alcune delle nuove, "First Prize", in cui viene da pensare all’inno anarchico dei Sex Pistols, la cavalcante "At full speed", dove un gioco di accelerazioni e rallentamenti viene assecondato dalla voce stridente (non nel senso di stonata, eh!) del cantante, che si addolcisce in altri episodi, come "Anymore", "Day by day" e "Crack up", anche se lo slancio punk-rock, fortunatamente, è sempre dietro l’angolo.

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La recensione The Gale - Recensione - (Band?) di Sara Loddo è apparsa su Rockit.it il 24/07/2019

Tracklist

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