29/03/2000

Se la media italiana dei demo fosse ai livelli del prodotto realizzato dagli es, saremmo di certo la nazione con i maggiori talenti rock, tanto che Regno Unito e U.S.A. avrebbero difficoltà a reggere il confronto. A riprova di questa mia affermazione è necessario, come minimo, l’ascolto di “ MUSICA TEDesCA tric e troc”, l’esordio di questo quartetto trevigiano che ha un’età media di 21 anni (!!!).

Nei 9 pezzi contenuti in questo cd si sente, eccome, la giovane età dei quattro, soprattutto per quanto riguarda gli ascolti e le relative influenze: dalle atmosfere tipiche di Jeff Buckley, fino a tutto l’indie-rock anglo-americano (Radiohead, Eels e tanti altri nomi), soprattutto quello che fa del lo-fi l’ispirazione principale. C’è insomma una forte commistione di nomi e relative atmosfere caratteristiche, al punto da rendere il sound della band fortemente personale.

Difficile classificare il sound della formazione: dalle iniziali ruvidezze di “Lo-fi” si passa alla dolcezza bluesy di “Venere gonfiabile”, continuando con gli esperimenti post(?) di “ Stelline… très bien”, per finire con la ballata acida di “Dissolvenza in nero”, senza dimenticare le suggestive “Jewels” e “Naif”, intrise di richiami ai Radiohead (...guarda caso!), la prima, e alla new-wave, la seconda.

Da qualche parte è scritto che “es chiama la sua musica pop-rock naif” oppure “indie-rock malinconico”: le definizioni non sono lontane dalla realtà, ma la sostanza, almeno stavolta, ha più consistenza della forma.

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