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RECENSIONE
07/09/2007

Ok, è già passato un po' di tempo da quando è uscito "Anima E Ghiaccio", ma la necessità di parlarne è più forte delle lancette che girano. Quella dei Colle è Musica, di spessore grande, Hip Hop massiccio, mellifluo ed elastico, ma di una coerenza totale ("Dissociato in ogni singola molecola, sto dall'altra parte di ogni posto, al lato opposto di ogni regola"), nonostante la pericolosa gran quantità di produttori diversi che hanno lavorato alle musiche dell'album creandone e variandone il suono (e in più di un'ora di canzoni è quasi meglio…). Le parole poi sono come bombe, anzi "più forti delle bombe", e sono proprio queste che impressionano di più ("È il top del lessico, è l'hip hop più classico tipo: fanculo ad ogni sbirro!"). Impressionano perchè lucide e drastiche, e politiche, ma senza essere di partito ("questo nulla non ci annullerà in questa nuova era, Colle Der Fomento brucia ogni bandiera, per necessità") o populiste (sembra, invece zero) o estremiste. Sono estreme, questo si, ma è diverso. "Fanculo gli eroi, gli dei e i loro servi, è un mondo che fa a gara a riportarmi giù dai vermi", ma non c'è l'ombra di retorica facile e confusa, non c'è l'ombra di banalità e frasi messe lì tanto per chiudere le rime. Le rime. Che si ricordano subito e si tatuano sulla lingua di chi ascolta, come slogan, anche se slogan non sono, e la forza che hanno arriva subito a destinazione senza andarsene più. Insomma, i testi vincono, e valgono tutto sul disco ("Per strada, ce passo ma non ce rimango, rimando a te e la tua posse il comando, il bullismo, piuttosto io sono il buddismo, Colle Der… piega col rap: no egocentrismo"). Ed è bene così, perché nel rap il messaggio è fondamentale, e di cose da dire, con un senso, loro ne hanno parecchie. Niente stronzate da adolescenti, qui la faccenda è seria ("Se stai a fa' er cinema, io ho una linea più cinica, sputo su ogni infame che mimica…"), e meritocratica, per cui "non conta se sciali, conta solo se vali come una volta". Qui, in ogni canzone ci sono almeno un paio di frasi epiche, assiomi monolitici e necessari, ritornelli indelebili e chiarificatori, che se non li scrivevano loro - Danno e Masito - chi sennò? "Tocca darse retta, perché forse è questo solo quello che ci spetta". È quindi un cd che si riascolta spesso, per imparare (a memoria) quelle sfumature che sfuggono al primo ascolto, ma che viene voglia di percepire, cogliere, capire. E ricantare forte.

A chi non digerisce il genere (forse) sembrerà un album troppo lungo e noioso, e magari avrà pure un po' ragione (…"la città dei Flanders si popola"), ma "altro che down, questo e l'up totale, è rock da ogni botta un quintale": per scatenare un incendio ai Colle "basta solo un fiammifero" e "in questa terra piena di vetrine come di prigioni, non basta manco una nazione di milioni" per tenerli buoni.

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