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album Vibra - Africa UnitePrimascelta

recensione Africa Unite Vibra

Black Out / Universal 2000 - Reggae

RECENSIONE
01/04/2000 di Enrico Rigolin

C’è l’album degli Africa Unite. C’è il ritorno di un grandissimo gruppo che calca le scene da quasi vent’anni, e le ha calcate sul serio con una marea di concerti su e giù per la penisola, con gli anni che passavano, e loro che decisero di passare dall’inglese all’italiano, con quell’epocale cd che era “Babilonia e poesia”.

C’è che in “Vibra” si respira ancora l’aria di quell’album del 1993, e c’è un omaggio, una chicca che gonfia il cuore a chi li segue da molto: la versione per soli archi (eseguita dagli Archi torti) di “Politics, posta in chiusura, giusto prima della traccia multimediale contenente il video del bellissimo singolo “Sotto pressione”. “Politics” appariva in “People Pie”” del ’91, e così rivestita suona sì sovversiva, eppure ancora così fascinosamente reggae che c’è da restarne allibiti.

C’è soprattutto il caro vecchio reggae, a volte impegnato (vedere i links della parte multimediale del dischetto per credere), altre volte più “amoroso”, ambito in cui il buon Bunna è maestro. C’è Bunna con quella sua voce fatta davvero apposta per questi brani, ma anche il dub più puro (e bello: “Gigante”), il basso bello presente e la tecnologià di Monsù Madaski. C’è ancora lo stesso Mada con la sua voce nasale (“Mada parla, ti taca a pughé…”) e ci sono 11 episodi uno più bello dell’altro. Per calamitare gli allergici ai ritmi in levare (categoria che purtroppo esiste realmente), somministrategli la versione degli Africa di “Baby Jane” di Rod Stewart, e lo stesso fate coi nostalgici degli anni ’80 (ci sono anche questi , de gustibus…): troveranno una canzone che risale all’83 con un nuovo vestito sexy, fresco e coinvolgente. Qualora foste invece cultori del genere, eccovi anche il ragamuffin (featuring Teacher Mike) di “Love me” e la morbida love song “Tu”. Undici episodi su livelli elevatissimi, proprio come accadde per “Babilonia e poesia”.

Sono questi gli album che piazzi in auto a maggio e li togli con le prime brine, che non ti stancano mai e mettono allegria, ti accompagnano la notte (consiglio: enfatizzate le basse frequenza se la notte è anche etilica o altro!) e ti convinci che la Giamaica sia giusto dietro la curva.

Questo è assolutamente il vostro album per l’estate. Se sia anche l’album dell’estate, beh, lo sapremo con certezza solo in settembre… ma direi proprio di sì.

Cool vibrations!

Tracklist

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