Petrol Dal fondo 2007 - Rock, Grunge

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Mi trovo in difficoltà a raccontare di “Dal fondo”, un’opera che gira ormai da diverso tempo tanto nel mio cd player quanto sul lettore mp3. Perché fondamentalmete si tratta di un disco che piace a fasi alterne, e che per almeno 2/3 della sua durata riesce a rapire l’attenzione.

A istinto verrebbe da pensare che album del genere li apprezzi totalmente solo dopo averne scovato il cosiddetto “retrogusto”, quella sensazione che appena riconosci come tale ti fa sentire diverso per un attimo. E qui dentro il retrogusto non arriva certo dopo i primi bocconi, perché il quartetto prepara una pietanza talmente pepata da rimanere storditi. I maligni potrebbero pensare ad un polpettone indigesto, mentre crediamo si tratti di un piatto relativamente povero di ingredienti dove però ognuno di questi ha un peso specifico ben definito. Sicché, se da una parte è facile percepire distintamente l’apporto del singolo elemento, dall’altra non sempre l’impasto viene assorbito nel suo insieme.

Ma faremmo un torto ai Petrol se sottolineassimo ulteriori difetti, perché queste 10 canzoni presentano una band il cui curriculum depone, a prescindere da tutto, a favore del progetto. I quattro, infatti, uniscono forze e - soprattutto - esperienza per un risultato finale quasi ai livelli delle aspettative. Pensiamo infatti che nelle prossime tappe discografiche l’alchimia sonora rivelerà quelle sfumature ad oggi nascoste, ma “Dal fondo” ha le sue belle carte da giocare, soprattutto negli episodi posti ai due estremi della tracklist. L’opener “Cera”, ad esempio, rapisce letteralmente all’ascolto, creando una strana atmosfera di tensione che transita nella successiva “Ogni silenzio” e finalmente esplode con “L’ultima notizia è la stessa di sempre” e la seguente “Il nostro battito del cuore”. Un poker d’assi che in molti vorrebbero poter inserire in scaletta e che qui troviamo in apertura, a delineare subito i contorni dell’intera faccenda.

Il cammino riprende con “Nel buio”, traccia che oggi rappresenta al meglio il suono della formazione piemontese, con quell’incedere che rimanda alla stagione del grunge ma la cui essenza è Petrol al 100%. A differenza del trittico “Devo andare via domani”, “Corro inutile”, “Tradiscimi”, episodi da classificare semplicemente sotto la voce “ballate” e nulla più. Piace invece tanto, tantissimo (ma anche molto, moltissimo) l’esperimento di scuola Bad Seeds intitolato “Senza alcuna ragione”, splendida song il cui aggettivo migliore per definirla non può che essere noir! Chiude infine lo strumentale “Due lune”, piacevole ma sinceramente prescindibile.

Forse a fine anno troverete quest'album in molte delle classifiche di gradimento: se così fosse non ci sarà da meravigliarsi, perché fino ad allora ci sarà stato tutto il tempo per riassaporarlo fino in fondo.

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La recensione Dal fondo di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2007-03-30 00:00:00

COMMENTI (12)

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  • bisius 11 anni Rispondi

    Uno dei dischi italiani che ho ascoltato di più in tutta la mia vita. Mi è entrato dentro, frammento dopo frammento. L'ho vissuto giornalmente ed ora è parte di me. Un capolavoro oscuro, pesante, melmoso. Dal fondo. Sinceramente.

  • utente0 14 anni Rispondi

    Nice site!

  • utente0 14 anni Rispondi

    avete mai scritto qualcosa voi minchioni? Beh i Petrol sì! Quindi rispetto!non si può parlare tanto per!

  • utente0 15 anni Rispondi

    Eggià.
    Però potevano chiamarsi almeno 'Alberi Sporchi'
    Suona meglio di petrolio, che come materia prima mi è andato sempre a noia.

    A me piacerebbe un mondo dove non esistessero persone tipo Acty e tutti si vestissero con le malgie a righe per andare ai concerti dei Petrolio ad acquistare i loro dischi e a farseli firmare e a farsi intervistare e a ridere e a scherzare che poi non è lo stesso.

    Per me il problema della musica italiana underground, cioè il fatto che nessuno la segue più e nessuno ne è interessato è sopratuttoda additarsi a formazioni tipo questa qui.

    Cià

  • santaclouse 15 anni Rispondi

    poi comunque non se la tirano mica... piacerebbero perfino ad artaud!

  • utente0 15 anni Rispondi

    Erano meglio i Flux.
    Questi sono un pò spocchiosi.

    Comunque meglio di altre cose.

    In generale, basta sè cazzate! Supportare band che hanno un filo logico e non copie di copie di copie di copie di localizzazioni territoriali di localizzazioni.

    Dal vivo così così, sul disco peggio.

    Mi aspettavo di meglio, le liriche dei Flux sembravano dire di più. Queste raccontano, raccontano ma poi non dicono una minchia.

  • utente0 15 anni Rispondi

    invece penso che sia un progetto molto interessante e con dei testi importanti in prima linea. si faranno!

  • utente0 15 anni Rispondi

    Davvero brutto

  • utente0 15 anni Rispondi

    chiunque suoni in un gruppo è d'accordo con te. in italia tutto in odor di soldi funziona così. il motto è "vai sul sicuro". a buon imprenditor poche parole.

  • utente0 15 anni Rispondi

    suonano bene...ma trovo i pezzi a tratti molto noiosi, e trovo che manchi qualcosa nelle chitarre, gli manca il tiro giusto..non lo so, non mi hanno particolarmente emozionato.
    credo inoltre che le mini etichette(come casasonica) oltre a puntare a nomi sicuri o di amicizia dovrebbero fare più attenzione nelle scelte dei gruppi, perchè a dire il vero ho ascoltato di molto meglio ma meno valorizzato.

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