01/02/2007

Aria di neve tra i toni dell’alba, nuvole piene e basse e scure viaggiano lungo un cielo metallo, sapori notturni tra le luci delle auto che scorrono sull’autostrada. Atmosfere dark alla Sisters of Mercy per The Sand, alias Umberto Marconi, che fa tutto da solo e ha buone idee. Si intravedono, tra i brani, le presenze dei Bauhaus, col cantato tipico di Peter Murphy in “The great corpse exploitation system”, il postpunk joydivisioniano in “Lost gods II”, accordi che evocano “The Figurehead” in “Webcam n. 9”. E dolcezza morbida e pop con “The cruellest month”, che esula dal contesto e mi piace tanto. La voce, versatile e gustosa, a volte sembra forzare un po’, e il livello di registrazione non è ottimo, ma il lavoro è convincente e godibile. Soprattutto in pieno inverno.

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La recensione The Sand - Recensione - Red Riding Hood di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 20/07/2019

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