Punck A Constant Migration (Between Reality and Fiction) 2006 - Strumentale, Elettronica

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06/02/2007 Punck 2

E' stata una bella sorpresa ricevere questo cd. Primo, perche Adriano Zanni, in arte Punck, è uno dei più interessanti "pittori sonori" italiani in ambito elettronico, come avevo già avuto modo di constatare ascoltando e recensendo il suo precedente e ottimo "Nowhere Campfire Tapes" (Ctrl+Alt+Canc, 2005). Secondo, perché il booklet, oltre ad essere splendido di per sé, porta il nome di una prestigiosa etichetta straniera, per la precisione la portoghese Creative Sources Recordings (http://www.creativesourcesrec.com), gestita da Ernesto Rodrigues e specializzata in musica elettronica sperimentale.

Passata la sorpresa è iniziato l'ascolto. Qualcuno bussa alla porta, una voce di donna, versi di animali, rumori imprecisati in sottofondo… Quindi inizia la musica, che musica non è, quanto piuttosto un miscuglio denso di fruscii, droni, ronzii, un continuum al tempo stesso denso e rarefatto che si protrae brano dopo brano con minime variazioni. Queste sono date da suoni della natura, reperti concreti che traspaiono dal buio di tanto in tanto per testimoniare una parvenza di vita. Un cane guaisce, passa un'automobile, soffia il vento, il tutto in modo discreto, ma anche dannatamente espressivo, un ossimoro che in pochi riescono a rendere in modo efficace.

"A Constant Migration" è uno di quei dischi che vive di una contraddizione: da un lato non è musica da ascoltare (piuttosto da sentire), ma solo ascoltandola attentamente se ne riesce ad apprezzare il valore. Il merito va senz'altro a Punck, la cui lunga esperienza nel campo gli dà modo di rendere organica e vitale una materia quale la musica ambient (e/o industriale e/o elettroacustica) che normalmente soffre di tedio e staticità. Probabilmente una parte del merito va anche a Hue e al suo lavoro in fase di editing e mastering, pratiche queste che nel genere sono tutt'altro che formalità. Sia come sia, "A Constant Migration" si rivela un disco tra i più apprezzabili del 2006 in ambito elettronico sperimentale, anche in rapporto a quanto pubblicato all'estero da musicisti molto più famosi e quotati.

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La recensione A Constant Migration (Between Reality and Fiction) di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2007-02-06 00:00:00

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