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album Transizioni Ep - Isteresi

Isteresi

Transizioni Ep

2007 - Rock, Progressive, Metal

RECENSIONE
16/04/2007

Nessuno si offenda. Non c’è alcun intento denigratorio. Ma davvero non va. Gli Isteresi ci mettono passione, senz’altro. Tecnica, ovviamente. E voglia. Però “Transizioni Ep” – un ep di dieci pezzi non si era mai visto, comunque – mostra crepe e ragnatele in ogni nota. Vorrebbe essere il prog che si mescola col metal. L’italiano che sposa il rock. Ma alla fine non è nulla di tutto questo.

La voce di Stefano Marchetti si divincola tra soluzioni simil-power che sembrano più uno sfoggio di virtuosismi che una pioggia di emozioni. E la musica intorno è ferma al palo della scontatezza. Suoni nati vecchi per canzoni nate vecchie. E sì che nelle note che accompagnano il cd la band parla di metodi compositivi non convenzionali. Ma se questo è il risultato allora è meglio buttarsi sul convenzionale. Chissà che non sia vero, che – a volte? – gallina vecchia fa buon brodo.

Tracklist

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Commenti (3)
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  • Sidera 19/04/2007 ore 09:51

    Anche a me non piace il genere.
    Però il cantante CANTA! I musicisti sono MUSICISTI! E' più che un inizio...
    Se ci sono delle pecche sono nella non ricerca a 360°. Intendo dire che oltre ad osare come melodie di voce, bisognerebbe fare lo stesso con gli strumenti.
    Ok il dilatare ma mantenere la forma "canzone", ok i tempi dispari. Oserei di più sostituendo dei riff tipicamente prog metal magari attingendo dal jazz. Aumenterei quindi le dinamiche. Ricercherei in fine dei suoni leggermente più caldi e sporchi.

    > rispondi a @sidera
  • Isteresi 19/04/2007 ore 15:21

    grazie per i complimenti. :)
    il jazz non è proprio nel "DNA" del progetto, però qualche cosa "quasi-jazz" è entrata nei pezzi in lavorazione.
    di sicuro l'assenza di un vero batterista (la batteria è stata scritta nota per nota in MIDI e poi successivamente sono stati scelti dei campioni il più realistici possibile, ma con dinamica piuttosto "piatta") determina un appiattimento delle dinamiche; stesso discorso per le tastiere, mentre basso e chitarre sono state ri-registrate in studio (seguendo sempre le note scritte in MIDI).
    diciamo che il prodotto è una via di mezzo tra una pre-produzione (sebbene molto curata) e un disco fatto e finito...
    per quanto riguarda i suoni, spesso sono stati scelti freddi e puliti per fare da contrasto con il calore della voce, e per seguire alcune tematiche dei testi che sono a volte "glaciali" e "spaziali".

    > rispondi a @isteresi
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