Dope Stars Inc. Gigahearts 2006 - Rock'n'roll, Techno, Industrial

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Reduci da un esordio stupefacente, premiato con un primascelta dal sottoscritto, i Dope Stars Inc. si ripresentano con un nuovo disco, “Gigahearts”, imperniato ancora una volta su un glam-rock che oscilla tra il metal e intense contaminazioni EBM. L’approccio alla materia rimane sostanzialmente invariato, tra brani pestati per il dancefloor (l’abbrivio d’effetto di “Multiplatform paradise” o “Play ‘n’ kill”) ed acque più calme (“Lost” e “Can you imagine”), mostrando forse un inasprimento ed una consistenza più asciutta per l’assenza dei tanti remix che accompagnavano “Neuromance”.

La qualità rimane sempre alta, i pezzi vanno facilmente a memoria ed il disco si rivela ben bilanciato e costruito. È vero, l’esordio rimane insuperato, ed è anche vero che per apprezzare appieno questo loro nuovo sforzo sono necessari molti più ascolti, ma anche “Gigahearts” ha i suoi meriti, e sarebbe ingiusto non darne conto solo per l’ombra dei padri. Per tutti coloro che hanno apprezzato l’esordio, un ascolto obbligato. E chissà che non piaccia anche agli altri.

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La recensione Gigahearts di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2007-02-22 00:00:00

COMMENTI (11)

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  • utente0 14 anni Rispondi

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  • utente0 14 anni Rispondi

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  • el 14 anni Rispondi

    Ok, dai :?

    E grazie per essere tornato a rispondermi :) :)

  • brainandwodka 14 anni Rispondi

    Visti.
    Devo dire che la situazione al Transilvania non era delle migliori, specie per i volumi gestiti a cazzo di cane che hanno penalizzato, e non poco, la performance delle band, DSI e Spiritual Front in testa.

    I DSI però mi sono stati davvero simpatici. Strano, mi aspettavo un altro impatto, ma Victor, il cantante, mi ha ricordato nel sorriso e nei modi di fare un mio caro amico, e l'accento romano ha fatto il resto. Scherzi del destino.
    Un buono show infine, i ragazzi si sono battuti, hanno cantato (senza aggiunta di polifosfati...) e suonato. Peccato per la resa audio pessima che costringeva spesso ad andare a memoria sui pezzi per goderne un minimo, e che tirando le somme ha rovinato tutto.
    Ah, "Korg" faceva capolino sul palco, quindi non erano, questa volta, solo quattro musicisti glam, anche se lo show lo hanno fatto assolutamente loro.
    In fondo funziona, dai :)

  • el 14 anni Rispondi

    eh sì, è una bella data! Io a Pasqua suono con tutto il collettivo iA (Pasqua con chi vuoi, yeah :) ), altrimenti ci avrei fatto un pensierino...per il super-cast! :?

  • brainandwodka 14 anni Rispondi

    Penso lo farò a pasqua, c'è un bel concertino al Transilvania, con tra gli altri Kirlian Camera e Spiritual Front tra l'altro, mica male...

  • el 14 anni Rispondi

    Li hai sentiti? :?

  • brainandwodka 14 anni Rispondi

    Ciao!

    Per la coralità dell'opera hai ragione, un esempio ancora più estremo in questo senso è un film, in cui puoi dare si qualche giudizio sugli attori, sulla sceneggiatura o sulla colonna sonora, mentre per altri elementi è difficile capire quanto merito vada al regista, quanto agli effetti speciali, quanto alla fotografia, quanto alla post-produzione...

    Ma alla fine, sia per il disco sia per il film, ciò che conta è che il prodotto finale appaghi. E quando parlo di, esempio a caso, Moulin Rouge, dico che è un bel film e faccio i complimenti al regista, in quanto ultimo responsabile, ai miei occhi, della qualità dello stesso. Non è sempre così, non sempre i registi hanno un ruolo di supervisione artistica come nel film preso ad esempio, non sempre insomma ci mettono la faccia.

    Nel caso dei dischi la situazione è più semplice. La faccia ce la mette l'artista, ed è a lui che in ultima analisi si deve, per merito o responsabilità, gran parte dello stesso.

    In quanto al discorso immagine, apprezzo la professionalità con cui è stata curata, ma non ne sento minimamente il peso. Hai comunque pienamente ragione nel dire che può operare miracoli, facendo arrivare alle volte dove il proprio lavoro non avrebbe mai portato. Non credo sia il caso dei DSI finora.

    Infine ti ringrazio per la dritta del concerto a Milano, mi era proprio sfuggito

    Andrea



  • el 14 anni Rispondi

    Mi pare che suonino tra poco a MI...



    Un bel disco è un bel disco e basta, dici? Ok, ma spero tu ti renda conto che con la produzione e l'immagine si possono operare miracoli!

    Ti faccio un esempio estremo (che NON è un paragone musicale, Iddio me ne scampi!!!): devi recensire la canzone "sexy back" di justin timberlake. Prendi un antiemetico, poi ascolti: una canzoncina elementare cantata dal signor JT, con una base fatta benissimo e dei suoni curatissimi e accattivanti, creati per il signor JT. A chi attribuisci il "merito"? CHI stai recensendo?

    Insomma, quello che volevo farti capire è: in un genere come l'EBM (contaminato, ok) in cui la lavorazione sui suoni è così importante per la resa finale, ascoltando il cd come fai a capire se è il gruppo a essere "convincente e professionale", o il suo staff?

    Ciao!


  • brainandwodka 14 anni Rispondi

    Ciao, sono Andrea.

    Solo per dirti che no, non li ho mai visti live, e che potrebbe anche darsi che il loro impatto ed il livello di coinvolgimento non sia all'altezza, per carità. Ma in quanto a lavoro e risultato sui dischi non posso che far loro i complimenti.

    Il giorno che mi capiteranno a tiro in versione live tenterò di fare un salto, e magari dirò in queste pagine cosa ne penso. Per ora l'incenso (esagerazione) rimane, anche perchè sono rari i gruppi che si presentano in maniera così convincente e professionale, ed in questo, davvero, li ritengo tuttora un esempio da seguire.

    Un'ultima nota: non ritengo che si debba vedere un gruppo dal vivo per poterne lodare il lavoro. Il mio approccio alla materia è molto più scarno e secco.

    Ciao!