21/05/2007

“U mari” è il protagonista di questo secondo lavoro dei calabresi Taranta Terapy che tornano a distanza di quasi due anni dal precedente “Odissea nella terra del vento” per proporre ancora musica popolare contaminata.

Il mare esaltato nella particolare e moderna cover di “Cu’mmè” di Enzo Gragnaniello, così come ne “La leggenda di Colapisci” che è l’emblema di tutto ciò. Qui Vladimir si cala nei panni del cantastorie Otello Profazio che narra la leggenda più suggestiva di tutto l’immaginario siciliano. Ambientata a Messina, parla di un ragazzo, Cola, innamorato del mare, che nuota come un pesce ma un giorno si butta nelle acque e non risale più (secondo la leggenda, aveva visto che la Sicilia posava su 3 colonne delle quali una corrosa, ed aveva deciso di restare sott’acqua, per sorreggerla ed evitare che l’isola sprofondasse). E l’ultima traccia, il rifacimento di “E cantava le canzoni” di Rino Gaetano. Anche qui è presente il mare (“E cantava le canzoni che sentiva sempre a lu mari”). E se prima era l’elettronica a predominare ed a incastrarsi con le sonorità etniche, ora le origini della musica popolare si innestano anche al rock, al funk, alla rumba e al tango. Suoni mediterranei nei quali si trovano i contributi di artisti salentini (Crifiù) e partenopei (Black Era) a sottolineare l’importanza dello scambio di esperienze umane e della sinergia tra culture ricche di storia e vissuti diversi. Chi ha avuto già modo di apprezzare il precedente lavoro, troverà in “MaediterraneaMente” un naturale seguito, la continuazione di una saga in cui il mare viene cantato con passione dalle due affascinanti voci di Vladimir e Annalisa.

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