< PRECEDENTE <
album The Midnight Room - Jennifer Gentle

Jennifer Gentle

The Midnight Room

Subpop Records / Audioglobe 2007 - Psichedelico, Gotico, Rockabilly

RECENSIONE
18/06/2007

Fin dalle prime note, “The Midnight Room” introduce nel cuore della questione: questi non sono più i soliti Jennifer Gentle. Addio alle jam infuocate e deliranti, ai ricordi barrettiani – seppure malati e malsani. Qui regna l’incubo. Cronaca spirituale di un inverno in una papabile casa dei fantasmi nella profonda Bassa veneta, “The Midnight Room” si apre e si chiude con le litanie pseudosataniche di “Twin Ghosts” e “Come Closer”, e immette in un mondo di presenze oscure, creature malaticce e maligne uscite da un sogno di Ed Wood o Tim Burton. Cupo, grottesco e vittoriano (fate caso alla nebbia di “The Ferryman”), il nuovo disco del genietto oscuro noto a noi umani come Marco Fasolo (giacché l’ha prodotto e suonato tutto lui, in solitudine, nel trapasso da una formazione all’altra) sposa la causa dei compositori e produttori pionieri e visionari che agirono tra la fine degli anni 50 e l’inizio dei 60: troverete le chitarre protodistorte di Link Wray, i suoni scarni ed echeggianti di Joe Meek, il cupo rimbombo voodoo di Screamin’ Jay Hawkins. Nomi poco noti oggidì, e in Italy davveromai. Ma con cui Fasolo ricama un elaborato insieme di trine, pizzi e merletti che, pur non avendo nessuna intenzione di parlare del mondo d’oggi, alla fine lo fa non meno del Teatro degli Orrori. Già, perché le creature fragili di “The Midnight Room”, nel loro dibattersi tra insalubri campi magnetici, con le loro disperate e timorose e maldestre richieste di aiuto, che rischiano di ferire proprio quelli a cui si rivolgono, memori di troppe ferite, cicatrici e suture, alla fine siamo tutti noi.

Davvero abile nel trasferire le atmosfere di “A New Astronomy” nella forma canzone (adorabili le marcette horror “Telephone Ringing”, “It’s in Her Eyes”, “Take My Hand”, “Electric Princess”, “Quarter to Three”), “The Midnight Room” sotto l’apparente patina dell’arcaismo parla la lingua della più drammatica attualità. E alla fine, pur partendo da presupposti totalmente differenti, in modo molto diverso e ben sottotono, supera i confini della provincia Italia e raggiunge d’un balzo l’hype del momento in Inghilterra: i Klaxons. Musicalmente non c’è molto in comune: eppure Klaxons e Jennifer Gentle respirano la stessa atmosfera magica, maligna e malata, espressa in forme che dovrebbero essere gioiose e alla fine risultano macabre. Entrambi sono epifenomeno del malessere oscuro e profondo del nostro quotidiano Occidente. Una festa alla ketamina.

Come si sa, i Jennifer Gentle disturbano: o li si ama o li si odia. Con questa recensione non convincerò nessuno che non possa essere convinto dalla musica nuda e cruda – e non voglio neppure farlo, né sarebbe giusto. Piacciano o non piacciano, ci sono delle cose indiscutibili: c’è una band che non segue le mode, che segue un suo valido percorso artistico, che parla un linguaggio internazionale senza essere in ritardo con questo o quel trend – semplicemente perché vive una dimensione tutta sua. In questo, i Jennifer Gentle ci stanno indicando una strada: un metodo – e non un genere – da seguire.

Commenti (35)
Carica commenti più vecchi
  • Kontrasto 22/06/2007 ore 16:30

    No, ma si vedeva che non avevi tempo da perdere.
    Dal primo commento che hai lasciato..

    > rispondi a @kontrasto
  • Renzo Stefanel 22/06/2007 ore 16:57

    zzz ... zzz ... zzz ... zzz ... zzz ... zzz ... zzz ... zzz ... zzz ... zzz ...

    > rispondi a @re
  • Renzo Stefanel 22/06/2007 ore 17:48

    zzz ... zzz ... zzz ... zzz ... zzz ... zzz ... zzz ... zzz ... zzz ... zzz ...

    > rispondi a @re
  • Renzo Stefanel 04/07/2007 ore 16:43

    hanno trovato la sua auto vicino a un ponte. le ricerche non hanno dato esito. alcuni testimoni oculari giurano di averlo visto a goa, in india, ma non c'è nessuna conferma.





    invece
    eccolo qua: http://www.myspace.com/themamuthones

    > rispondi a @re
  • Silvia Tomidei 10/07/2007 ore 01:39

    quando non si guzza mai rimangono i rasponi

    > rispondi a @anacleto
Aggiungi un commento:

ACCEDI CON:
facebook - oppure - fai login - oppure - registrati
> PROSSIMA >