16/04/2000 di Gaia Giorgio Fedi

La scena underground italiana conferma ancora una volta la propria vitalità, come dimostra il secondo disco dei Laundrette, "Concrete and glass", uno dei miei ascolti preferiti al momento: otto tracce caratterizzate da un eccellente impianto ritmico, ricco di pause e controtempi, e chitarre in stato di grazia. Un album meravigliosamente anomalo, registrato negli studi di David Lenci, già collaboratore di Uzeda e Three Second Kiss, e pubblicato "in casa" dalla marchigiana Gammapop, congiuntamente alla Freeland records.

Rispetto al precedente "Altitude", il nuovo lavoro suona molto più free-oriented e dilata gli orizzonti stilistici del gruppo: la voce è passata in secondo piano, il vecchio power-pop è stato abbandonato a favore di un post-punk visionario, che coniuga controllato nervosismo noisy e felici intuizioni melodiche.

Dall'iniziale "Remondino", episodio strumentale con la chitarra che singhiozza un giro stropicciato, si passa al sommesso fragore sferragliante di "Two States" e poi all'armonia dissezionata di "That plush". La band cambia continuamente registro, passando con disinvoltura dal pop obliquo della bostoniana "Diver in the sea of sirens" alle trame post-rock di "Out of traffic", dai geometrici patterns di "Like a plane" alla fiera sonicità di "Confess the confessor". Conclude l'album l'incantevole "Vincent Gallo", un'oscura gemma sonora animata da tenui respiri psichedelici, assecondati da un esangue cantato lo-fi: un brano di straordinaria bellezza e intensità.

Personalmente, sono sorpresa quando una band italiana dimostra di poter reggere il confronto con le produzioni d'oltreoceano, per questo mi auguro che il trio anconetano non resti un gruppo "di nicchia". I Laundrette dimostrano innanzitutto un talento compositivo fuori dal comune e un gusto particolare nella ricerca di soluzioni sonore inconsuete: in "Concrete and glass" spiazzano l'ascoltatore con continui stop and go, flussi di accordi sospesi e improvvisi tagli elettrici. Poetica del contrasto, in definitiva: silenzio e rumore, luci e ombre. Cemento e vetro.

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