Antonio Freno Piacere 2024 - Cantautoriale, Rock, Demenziale

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Un curioso album di cantautorato indie con derive surreali, un manifesto degenerazionale contro il senso comune

Quella di Antonio Freno è una contro-ambizione importante, quella di rappresentare una voce degenerazionale, una quintessenza del non senso, del surreale e della poetica dell’inane, del dettaglio apparentemente inutile che, sezionato con ossessione stolida, può rivelare un mondo. Certo, nel campo della musica demenziale il cantautore bolognese cammina sulle spalle di giganti come i concittadini Skiantos, gli Elii, o, guardando più in là, i maestri del surreale da Zappa in giù, e va detto che è difficile stupire davvero giocando con la logica e senso comune in piena epoca di post-verità, post-senso eccetera.

Freno, però, se non altro ha dalla sua uno sguardo poetico e musicale curioso, che gli permette di costruire un mondo sfaccettato, in cui ai possibili abissi del non sequitur preferisce, il più delle volte, l’atteggiamento dell’acuto osservatore come grimaldello per scardinare il senso comune. Nel commentario sociale à la Nobraino di Le birrette e Carboidrati veste l’aplomb di un certo cantautorato indie rock, in Cartomanzia gioca col Battiato più ironico ed elettro pop, mentre in Vorrei Costruire Un Oggetto seziona il normale fino a demolirne il senso, in una sfuriata post punk tanto fuori luogo quanto appropriata; a volte, basta una sfacciata semplicità, un parlare diretto e senza specchi, con l’ingenuità attenta di un Giovanni Truppi, che rivela l’assurda intensità dell’esistenza (Compleanno).

Quello su cui si muove ‘Piacere’ è un piano non facile, in equilibrio tra profondo e inutile; non sempre si riesce capire subito da che lato si pende, ed a volte non si può evitare di scivolare raddoppiando inutilmente, soffermandosi troppo su un’immagine o catturandola in maniera sfocata (Bum Bum, Ode). Per fortuna, le otto tracce si reggono anche su arrangiamenti funzionali e su una resa sonora pulita che, sempre al netto di alcuni momenti più anonimi (Bum Bum), garantiscono un ascolto piacevole e attento, ben disposto a intravedere quei momenti di visione autentica e personale che distinguono il curioso esordio di Antonio Freno.

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La recensione Piacere di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2024-07-10 20:35:00

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