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album Legno - Egle Sommacal

recensione Egle Sommacal Legno

Unhip Records 2007 - Sperimentale, Blues, Alt-country

RECENSIONE
12/03/2007

“Legno” è un album acustico, 8 ballate country blues strumentali suonate da un’unica chitarra. E’ stato registrato a casa dello stesso Sommacal da Bruno Germano dei Settlefish, le riprese sono state curate in modo maniacale: ogni pezzo è stato registrato in un unica session non ammettendo alcun tipo di sovraincisione, tutto è stato provato e riprovato moltissime volte e si dice che per ogni brano ci siano voluti più di 200 takes. Per questo bisogna considerare “Legno” come la cosa più lontana dai tanti e soliti progettini casalinghi a bassa fedeltà, e se i primi ascolti rimandano – un po’- al blues delle origini, alla fine si capisce che c’entra poco con quel periodo e quel tipo di suono grezzo. “Legno” è tutt’altro che “vecchio” e per niente “semplice”. E’ parente stretto – se non strettissimo – con i gruppi nei quali Sommacal ha suonato in passato – in particolare Massimo Volume e Ulan Bator - ha a che fare con l’avant rock e la musica sperimentale nelle sue derivazioni più math.

E’ un susseguirsi di arpeggi calcolati al millimetro, un continuo tendere e rilasciare la tensione in un disegno intricato di giri armonici. C’è il blues e il folk, ma sono pochi i pezzi che rimangono lineari. Spesso la chitarra introduce piccole variazioni o, al contrario, ripete i giri in modo ossessivo, oppure cambia improvvisamente per ritornare dopo in modo speculare sul riff iniziale. E’ ipnotica, geometrica e perfetta.

“Legno” è un disco “cattivo” e pesante ma coinvolge in maniera forte, perchè nonostante la forma matematica e il suo aspetto così freddo riesce ad essere emotivo. Riesce a descrivere una giornata di sole, un mattino turbolento, un incedere annoiato di una persona triste, come se fosse in grado di assorbire la quotidianità e trasmetterla a chi ascolta, come se rappresentasse un preciso spaccato di vita – probabile che sia realmente un pezzo della vita di Egle Sommacal. E’ disco duro ma umano. Dolce. Basta capirlo, dopo lo si ama senza problemi.

Tracklist

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Commenti (10)
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  • Francesca Gramegna 13/03/2007 ore 06:13

    la recensione è bellissima,
    ma il disco dove lo trovo?

    > rispondi a @skyeez
  • Sandro Giorello 15/03/2007 ore 00:06

    Il discorso non era, sentite questo quanto è bravo, se noti non ho speso una parola sulle capacita tecniche, esecutive, cazzi e mazzi. Non ho tirato in ballo la questione fingerpicking, ma come il disco rappresenti bene la parte umana di una persona,
    math rock, ovvio che una chitarra acustica poco ci azecca, è in senso lato, pensa a gruppi come cheval di frise, che sono acustici ma hanno tutti gli stop 'n' go che servono, o pensa ai Papa M, ovvio che sono folk ma lo capisci che dietro c'è uno come Pajo. Quindi se pensi ha cosa a fatto sommacal nei suoi gruppi vecchi e provi a capire che cosa è rimasto di questi in questo disco, secondo me di cose in comune ne trovi.

    > rispondi a @sandro
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