Giorgio Canali & Rossofuoco Tutti Contro Tutti 2007 - Rock

Tutti Contro Tutti precedente precedente

Ci si chiedeva cosa sarebbe stato il nuovo disco di Giorgio Canali, dopo il sostanziale unicum in due parti costituito dai due precedenti album divisi con i Rossofuoco. Due dischi che dal primo all’ultimo istante scandagliavano la realtà con uno sguardo tagliente e sferzante, attacco costante come prima forma di autodifesa. Ci si chiedeva dunque come sarebbe stato il dopo, perché il fiato prima o poi viene a mancare, quando si corre. Ed ecco qui la riorganizzazione, ecco la boccata di ossigeno.

Ossigeno sporco, ovviamente. Perché allentare la tensione non vuole dire stemperarla, ma semplicemente cambiarne la declinazione. Dopo l’invettiva, è il tempo della rabbia: se i dischi precedenti osservavano il presente da parte di un noi, in “Tutti contro tutti” emerge con forza l’individualità. Emerge la voglia di Canali di capire non solo ciò che lo circonda, ma anche lo stesso osservatorio da cui si pone: ecco quindi che la traccia di apertura si interroga sulla rabbia che ha portato alle precedenti invettive, dedicando a se stesso quella chirurgia interpretativa finora riservata all’esterno. Diretta conseguenza di questo mutamento di prospettiva è uno sguardo più disincantato e meno aggressivo, ma non per questo più conciliante. È il caso di “Falso Bolero”, dove l’io osserva dall’esterno e mette in allerta, ma non si butta in trincea, distanziandosi così da “Alealè”, traduzione dal francese di un pezzo del primo disco solista di Canali (“Che fine ha fatto Lazlotoz?”, 1998). “Alealè” contiene i passaggi testuali più incisivi ed efficaci (“E così accade che / la libertà futura / è un pompino in tv / senza censura […] Accade che la libertà / è partecipazione agli utili”), ma di fatto è anche il brano che chiude una tripletta iniziale più che riuscita, dando il via ad un prosieguo non sempre all’altezza. Perché se in “Falso Bolero” il distacco non comportava una perdita di lucidità testuale e musicale, il discorso cambia per “Piccoli mostri crescono” o “Non dormi” o “Canzone della tolleranza…”, canzoni poco a fuoco e a tratti prevedibili. Il disco ha ancora almeno due sussulti d’orgoglio (“Swiss Hide” e “Settembre, aspettando”, quest’ultima una cover dei Noir Desir dell’amico Bertrand Cantat), ma non riesce a mantenersi per più di un pezzo sui livelli dell’incipit.

Quel che ne deriva è un disco senz’altro forte e sentito, ma non del tutto riuscito: il comune collante di un odio inestinguibile per tutto ciò che rappresenta l’istituzione non riesce ad evitare che qualche filo si allenti, andando a configurare l’intero lavoro come una tappa di transizione. Dopo l’attacco la riorganizzazione, si è detto in apertura. C’è ancora da capire se Canali intenda ritagliarsi il ruolo di cronico pessimista incazzato o se sia in grado di togliersi da quella che rischia di essere una gabbia autoimposta per cercare una poetica a più ampio raggio. Nel primo caso avremmo una chitarra e una lingua in grado di ferire raccontando quanto ci circonda: non sarebbe poco, ma nel secondo caso avremmo una figura unica e preziosa.

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La recensione Tutti Contro Tutti di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2007-05-11 00:00:00

COMMENTI (16)

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  • sliskovic 14 anni Rispondi

    ma... ma... ma........

  • utente0 14 anni Rispondi

    I concerti sono belli. Gli album non mi piacciono in blocco.
    Era bello come riarrangiò i pezzi per il 'pornazzo' Guardami di non mi ricordo chi con non mi ricordo che attrice che alla fine faceva anche un servizio dal vivo.
    E lì il mondo delo porno e quello del non-porno si univano magnificamente sulle note di che fine ha fatto Lazlo-Tot?
    Preghiamo tutti affinche Violante Placido abbandoni l'idea di fare la cantante e si scopra (un pò di più) in maniera diversa. In guerra e pace, diciamocelo, era troppo castigata, più del suo stesso personaggio.
    Paradossale!

  • utente0 14 anni Rispondi

  • sixth 14 anni Rispondi

    La vera urgenza espressiva di Canali si vede nei primi due album.
    Rimpiango ancora il tour dopo il secondo album, dove i concerti erano intensissimi, con solo i pezzi dei primi due album.
    Questo ultimo album, e anche quello prima, hanno poco da aggiungere. O forse addirittura tolgono.
    Non è un caso che gli ultimi due album siano targati "Giorgio Canali & Rossofuoco", mentre i primi due erano semplicemente "Giorgio Canali".
    Nei primi due album c'è Giorgio Canali alla stato puro. In questi ultimi c'è un Giorgio diluito.

  • utente0 14 anni Rispondi

    non ti saprei dire... L'ho visto 2 volte live con il suo gruppo e molte, molte volte con i csi/pgr chiamateli voi come volete.
    alla fine suona sempre sempre le stesse cose.
    le suona carine.
    non mi piace come usa l'e-bow.
    mi piace come fa alcuni assoli.
    non mi piace il suono della sua chitarra.
    mi piacciono alcuni suoi feedback.
    non mi piace il suono della sua voce.
    mi piace come suona il suo batterista.

  • utente0 14 anni Rispondi

    imbarazzante...anzi direi vergognoso per uno con la sua storia...
    detto questo, ho trovato le sue canzoni(almeno nella versione live, perchè il disco mi guardo bene dall'inserirlo nel mio lettore dopo quel che ho sentito) di una pochezza disarmante, da tutti i punti di vista..lirico, arrangiativo e tecnico...

  • nicko 14 anni Rispondi

    e comunque i my awesome mixtape sono superlativi.

  • quid 14 anni Rispondi

    stroncare? rileggiti le ultime sei righe...

  • utente0 14 anni Rispondi

    ma con tutta la merda a cui fate indegni pompini stroncate proprio questo disco e questo artista. meno male che ci sono i promo qui sotto..
    siate malati. stronzi e malati. stronzi, malati e venduti.
    ve li meritate i my awesome mixtape
    :[:[:[:[:[:[:[:[:[:[:[:[:[

  • utente0 14 anni Rispondi

    buffo, io sono sempre andato matto per i pezzi in francese, le atmosfere tra Ulan Bator e noir Desir e non avevo mai fatto caso ai testi... lo riascolterò ocn più attenzione! voglio sapere quali sono allora le canzoni non retoriche. sospetto che vi dia fastidio tutto quello che tocca la società di oggi [: