26/06/2007

Bisogna chiudere gli occhi. E’ essenziale. Chiudere gli occhi e abbandonarsi all’immaginazione, rilassare gambe e braccia e immergersi nelle visioni dei Time keepers. Sussurri psichedelici tra intarsi rock, lunghe cavalcate progressive e schegge di profondità, un album strumentale dove le uniche parole, pronunciate con enfatica partecipazione, sono brani recitati. Ispirato al film “Cuore di vetro” di Werner Herzog, questo concept aspira a divenire la base di una vera e propria rappresentazione, un evento culturale con voce narrante e proiezioni, un’opera rock. Ma le intenzioni della band naufragano tra strutture musicali tiepide e sonnacchiose, elementi mal miscelati e pochi spunti originali: alte aspirazioni non si accompagnano con la creatività necessaria, tutto rimane in forma embrionale e celato dietro una ricercatezza che si rivela, dopo l’ascolto, mera presunzione. “L’ultimo uomo sulla terra” resta purtroppo un’intensa ambizione priva di valenza concreta, un bel sogno e nulla più.

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La recensione Time Keepers - Recensione - L'Ultimo Uomo Sulla Terra di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 16/07/2019

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