17/03/2008

I più distratti, in un ascolto fugace e disordinato di questo esordio, potrebbero classificare "Mice to meet you" come l'ennesimo disco di trip-hop, magari anche bello, ma sicuramente "fuori tempo massimo". La smania, infatti, di inquadrare le sonorità di un album prima di tutto a livello temporale è - a parere del sottoscritto - forse il peggior difetto che si possa rimproverare a un critico. Perché i generi musicali servono esclusivamente alla critica - e di rimando al pubblico - per segnare generiche coordinate sull'infinito piano cartesiano che è la Musica. Il resto, invece, è opera dell'ingegno umano, che di volta in volta plasma in maniera unica e irripetibile la materia.

Diffidate, quindi, da coloro che avranno eventualmente liquidato i Musetta come progetto derivativo, perché queste 12 canzoni non vivono in alcun modo di "luce riflessa"; piuttosto ci presentano una band degna di palcoscenici internazionali, capace come poche di creare atmosfere oniriche e rarefatte al pari di nomi ben più quotati.

Se ne sono infatti accorti alla Irma records, la storica etichetta bolognese - il cui catalogo è rinomato all over the world - e ha quindi pensato bene di arruolare il duetto milanese. Sono infatti Marinella Mastrosimone e Matteo Curcio gli intestatari della ragione sociale, i quali si fanno comunque aiutare da amici musicisti e da un nome di spicco, Rob Ellis, noto a coloro che seguono con attenzione la scena musicale italiana e internazionale.

Non per questo i meriti della coppia protagonista devono essere ridimensionati, perché dell'intero repertorio la firma in calce a buona parte dei brani è proprio dei due. Tranne che su "Underneath the mango tree", forse l'unico episodio in cui si evade brillantemente dal canovaccio bristoliano, e su "Rosemary's baby", entrambi estratti da altrettante colonne sonore. Le tracce rimanenti si fanno invece apprezzare perché caratterizzate da un sensuale equilibrio che si instaura puntualmente tra la voce di Musetta e i tappeti sonori di ogni singolo shot. E tanta classe e maturità ci sembra veramente inusuale in un'opera prima, ma repeat dopo repeat la convinzione di trovarsi di fronte ad autori e musicisti eccellenti prende sempre più corpo. A questo punto una guida all'ascolto risulterebbe superflua, trattandosi finalmente di un lavoro dove il tasto "skip" non ha alcuna ragion d'essere.

Per cui, se attualmente non sappiamo dirvi cosa saprà riservarci in futuro la band, di certo siamo convinti che "Mice to meet you" rappresenti un luminosissimo presente. Bravi, bravi, bravi!

Commenti (2)

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  • enver 17/03/2008 ore 12:44 @enver

    sono fighi sì

  • VecchiaDiSpade 25/03/2008 ore 13:45 @vecchiadispade

    Uauù! Bello:)

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