17/08/2007

Escono su etichetta francese, la Greed Recordings, questi nerds bolognesi, un po’ fuori dai soliti circuiti indie emiliani, chissà per quali motivi poi. E vengono conosciuti live finora più all’estero, in Francia appunto: è un semplice “2+2” dettato da volontà superiori. Due edizioni, l’ultima più curata negli archi, per una forma di post arpeggiato e altro, acidamente alienante. Suite d’estensione medio-lunga per la maggior parte dei pezzi, un rincorrersi più o meno leggero di suoni che coinvolgono e resistono ai loop in maniera convincente. Intarsi lievemente psichedelici, che creano ambientazioni che potrebbero piacere a Fripp o anche a un meno etereo Sakamoto, scevri di maniacalità, come ne “La Redenzione Del Giovane Mai Pei” o in “Life And Dead Of A Small Turtle”.

Poi poca malinconia, finta o perduta ingenuità, sono reazioni forti che crescono in sicurezza man mano che ci si addentra nell’ascolto del disco.

Più pacati dei Settlefish, più istintivi de L’Altra, devono sicuramente molto in ispirazione se non in vicinanza di sonori sensi ai The Redneck Manifesto, così come alla definizione più accademica di psycobilly.

Decisamente godibili.

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