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RECENSIONE
26/04/2007

Per buona sorte i Mamasita a volte non cantano in italiano, ma in inglese, e si riesce a dar meno peso a quello che dicono. Per buona sorte, nostra e loro. Ma succede di rado ed è per questo che qui non si può sorvolare troppo sui testi (come il più delle volte succede – a me spessissimo… - con le liriche patwa from Kingston e dintorni: «Ma si, la musica spinge di brutto e chissenefrega di cosa dicono! Balliamo, dai!»). Ecco il fatto: come un prodotto diventa un disco = come un disco viene prodotto. Et voilà. Rastafari-pop solecuoreamore impegnato in banali e trite denunce sociali/terzomondiste (le prime che vi vengono in mente, a caso) con la forza di un quotidiano scandalistico dell'altro ieri. Una fiera fusion di love, peace e luoghi comuni, che fanno rabbrividire. Il tutto pesato e pensato per essere molto easy listening; così easy che ad ascoltarlo viene voglia di votare a destra. E non di riascoltarsi "Clandestino" di Manu Chao o di andare a un live in levare, a una danza, o al Sunsplash con la tenda, sognando la Giamaica. Non diverte neanche. È una produzione carica di fiati (due trombe, un trombone e un sax), ma povera di fiato. È latin-reggae-ska leggero leggero, completamente fuori contesto e fuori tempo massimo. Così. E la buona tecnica musicale dei singoli non riesce a creare un magma denso e caldo che giustifichi l'operazione, asettica e chirurgica, da cui sembra essere nato questo cd.

Ai Mamasita servirebbe un'improvvisa epifania di stile, consciousness e badness, non certo gechi colorati, rastini tirabaci, cornicette, occhiaie e cannoni disegnati sulle foto del gruppo all'interno della Smemo-copertina. È una questione di credibilità. E per dei bianchi (e italiani) che dicono, tra le altre, di fare reggae (ok, è mezcla, però…), la credibilità è tutto. Ma bisogna guadagnarsela, con o senza epiphany, con o senza dredlock, con o senza Jah. Perché a sfumacchiare ganja son (giustamente) capaci tutti, come pure a parlare a vanvera e a ballare just for fun. È, o dovrebbe essere, un diritto di tutti. Come il fare musica. Ma se si comincia a invocare Jah cambiano un po' le cose, e le responsabilità che ne derivano (come pure le aspettative di chi ascolta).

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Commenti (15)
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  • Corrado Magalotti 04/05/2007 ore 15:44

    A volte, dimostrare l' apertura mentale e la voglia di confrontarsi, può essere segno di debolezza

    Specialmente agli occhi degli invidiosi.
    Solo per cosa?
    Solo per fare quello in cui si crede, spende, soffre?

    Solo il tempo fugherà i dubbi, non le parole.
    Nessuno è il mago del "Bisturi"!Quello che serve alla band, lo conosce chi "vive" la band, il resto sono parole.
    Fare i detrattori, costa poco

    L' importante è non cedere a questi torbidi e gratuiti tentativi di imporre l'assoluta "verità"

    Vorrei dire infine che, NOI abbiamo chiesto il confronto e forse "forzato" la richiesta di una recensione
    Se questo è il prezzo da pagare per un'esordiente, ben venga, ma con le offese gratuite, come sempre, ci si pulisce esattamente quello che ci si può immaginare..

    Un saluto "gratuito", Ray

    PS. Con una recensione così.."..viene quasi voglia di votare a destra.."

    > rispondi a @tamtamstudio
  • undead 08/05/2007 ore 12:47

    per mille balene ma nn vi si può neanche criticare ... orsu nn offendetevi siete ggiovini e pieni di risorse, avete tanta strada da fare...io posso dirvi che ho ascoltato il vostro disco e condivido la recensione per qnt riguarda il contenuto musicale....magari le sfumature che voi ritenete offensive nn le condivido ma per quanto riguarda la musica qualche perplessità sul vostro disco rimane....vi auguro di trovare il vostro cammino artistico!!!!!
    undead


    > rispondi a @undead
  • Aldiorio 09/05/2007 ore 01:30

    Beh, questo è sicuramente un modo di esporre il proprio punto di vista accettabilissimo! Solo per sottolineare, Undead, che c'è modo e modo di porsi, e sicuramente in un sito come questo quello che io e probabilmente tutto il resto della band ci aspettavamo, erano critiche rispettose, degne di un maggiorenne, e sopratutto costruttive. Se si vuole aiutare una giovane band ad andare avanti e migliorare, è necessario che gli operatori che navigano nell'universo musica, come può essere la figura di un critico, sappiano cogliere con rispetto e competenza quelli che sono i problemi da affrontare per raggiungere presumibilmente un livello migliore.
    Superficialità e boria recano danno alla musica. Esattamente come recano danno quegli pseudo-giornalisti che scrivono nei quotidiani di provincia, incapaci di cogliere l'essenza del lavoro che cercano di fare e utili solo a dimostrare quanto un grande articolo della costituzione come può essere il 21 relativo alla libertà di espressione, possa essere violato e sfruttato a proprio uso e consumo.
    Il punto della questione non è tanto il non accettare critiche di nessun genere: sarebbe d'insulto alla mia intelligenza e alla mia cultura, perchè ogni persona istruita dovrebbe sapere che si cresce solo rapportandosi con il giudizio degli altri.
    Il punto sono le parole: già di per se il "mestiere" di critico porta seco un alone grigio e poco simpatico, ma nonostante tutto credo possa essere esercitato in maniera leale, professionale ed intelligente... proprio per questo non tutti lo possono fare. E il tal Francesco Cremonese ha dimostrato di non esserne all'altezza (per la superficialità, il pressapochismo e l'arroganza con cui ha esposto il suo punto di vista).
    Se le sue parole fossero state come le tue, avrei avuto qualcosa su cui meditare assieme ai miei compagni.
    E questa, più che una critica al sedicente critico (perdonate il gioco di parole), vuole essere un ammonizione a questo portale, che perde punti in serità e professionalità, dando spazio a persone evidentemente non all'altezza del loro compito.

    Un saluto Undead, spero i nostri futuri lavori possano incontrare il tuo gusto.
    A presto!

    Alessandro Medri - Mama Guitar

    > rispondi a @aldiorio
  • Corrado Magalotti 09/05/2007 ore 17:05

    Infatti, chi parla della critica alla musica? se una cosa non piace, non piace..
    Se a me non piacciono, ad es. i Verdena, mica te li posso "sputtanare artisticamente" solo per il gusto di "fare il duro"
    Abbiamo preso il peggio dello stile anglosassone nel recensire, senza capirne lo spirito proverbialmente "umoristico", vedi "NME", ecc.

    NON E' BUONISMO IL MIO!
    è crearsi la reputazione di "detrattore" a tutti i costi (peggio di Fegiz!), cosa tra l'altro facile con i giovani talenti agli esordi

    Questo, non fà bene alla musica in Italia, già tanto decadente.

    Ho parlato in risposta alla critica di immagine (gratuita) e suggerimenti "inutili" su scelte artistiche, ignorate.

    Come puoi pretendere di "sapere" se non conosci e giudicare da una copertina .. dimostrando tra l'altro di non capirne affatto lo "spirito"?

    Questo dimostra che, ad essere "scazzati" ed indipendenti (anche dagli "indipendenti"), stà sul culo ai "serioni"..

    Un po' di leggerezza ed allegria, perdio.
    Forse non si "campa" di più, ma sicuramente meglio!

    Bless! Ray

    Ps. il 6 giugno, il disco dei MAMASITA, esce in tutto il Giappone, se volete vi fornisco le traduzioni alle recensioni.. :]

    > rispondi a @tamtamstudio
  • seymour 15/05/2007 ore 11:05

    CHE BELLO QUANDO UN GRUPPO SI PRENDE UNA SMERDATA E NON LA SA ACCETTARE!!!!!!!!!!!
    E' BELLISSIMO!!!!! E ANCORA PIU' BELLE SONO LE LETTERE CHE MANDA IL CANTANTE PER GIUSTIFICARE!!!!!
    PIGLIA LA MERDA E PASSACASA

    > rispondi a @seymour
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