Jinka' Percussion Da Groove 2007 - Etnico, Elettronica, Patchanka

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Partire diffidando fa bene. Sempre. Perché permette di alzare lo standard. Di essere più severi – e quanto servirebbe, oggi, esserlo. E ti permette anche di ascoltare col giusto rispetto un disco che, ecco, lo sapevi, è arrivato l’ennesimo miscuglio world music, patchanka o come la volete chiamare. E sarà la solita, trita variazione sul tema.

E che invece, inaspetattamente, riesce ad allargare l’oscillazione del pendolo cercando una sintesi godibile, compatta, jazz-world per palati fini. Alla fine, essere severi significa premiare chi lo merita.

Perché, per esempio, “Down Down” non è world-music. E’ un blues accompagnato dalle belle voci di Folco Orselli e Serafina Schittino. “Passabanda 2010” è una schizzata electro-fusion con un crescendo micidiale. Nella title-track, “Da Groove”, il sax di Renzo Possenti ti porta in un funky-jazz sofficissimo ed ipnotico.

Certo: il ruolo delle percussioni è fondamentale, e non potrebbe non esserlo. Se odiate a morte djembè, congas e membranofoni assortiti, avrete bisogno di tanta pazienza. Però in "Da Groove" i docici musicisti capitanati da Francesco Pitillo compiono un atto di umiltà, salvando le sorti del disco: il ruolo delle percussioni è pervasivo, invadente. Come no. Ma non è centrale.

Insomma, Jinkà è un’orchestra di percussionisti – su quattordici elementi otto percuotono qualsiasi cosa – che però si mette al servizio di generi (e incroci di generi) che mantengono la loro distinguibile autonomia. Quindi, alla fine, più che patchanka senza capo né coda, “Da Groove” è un disco raffinato – peraltro suonato benissimo e prodotto anche meglio - che sottopone ad arrangiamenti senz’altro tipicamente afro e latin, world ed etnici spunti e linee melodiche più tipicamente occidentali. Di solito è il contrario: s’infila qualche solo in un samba, s’incastona qualche pezzo elettronico in un reggae. No, qui c’è – almeno questo ne esce – un approccio opposto e più ambizioso.

Pezzi convincenti, con un piglio alla Zawinul ultima maniera (“Portorico Eletrico”). Altri decisamente più canonici e stancanti (“Passabanda Remix”). Altri ancora piuttosto spiazzanti, con groove eleganti e trascinanti, molto sanguigni (“Babylon”). Ne esce un’orchestra che se su disco può distinguersi per un approccio un po’ diverso da tante esperienze simili, dal vivo garantisce senz’altro un’esibizione strepitosa.

Una prova urban-jungle che può far convivere al contempo gli estimatori del drum ‘n’ bass, della world music, dell’etno-pop, dell’elettronica e delle atmosfere latin-jazz. E - tautologico - di tutte le melodie afro e latino-americane.

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La recensione Da Groove di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2007-06-20 00:00:00

COMMENTI (1)

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  • utente0 14 anni Rispondi

    Io l'ho comprato ed è bellissimo e quando riesco li seguo nei loro concerti non perdeteveli,!!:?