04/10/2007

Morbidamente mattina, spalle rilassate e pensieri al caffè. Tra cieli sovrapposti di un azzurro leggero abbandono la testa assaggiando jazz. Una batteria volatile e avvezza ai sussurri scivola tra il pulsare di una tastiera e le risposte esaurienti di un sax. La voce si insinua, filtra tra i muri soffici delle note creando onde malinconiche e anelli di fumo, in un club verde scuro con aria rarefatta e luci soffuse. Ricercatezza e stile si intersecano in questo lavoro dei Serial killer, suonato con cura e senza pezzi facili, nessun cedimento per ascoltatori di passaggio ma musica per chi ama la tecnica esplicita e raffinati controtempo. Jazz elaborato e contaminato da spunti eterogenei, si intravedono i Lounge Lizards come Capossela, eppure estremamente intimo ed embrionale: un buon risultato, per appassionati.

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