Alfabox Metropolitan meeting 2007 - Pop, Indie

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Bravi questi Alfa Box. Un po’ perché musicalmente hanno un gusto particolare per le melodie accattivanti, in odore di anni ’80 come nell’attacco di “Tanzsaal magnétique”, e un po’ perché le linee vocali di Francesco Qualizza hanno il pregio di depositarsi nella mente di chi ascolta, come avviene nel pezzo di apertura “Rettungswagen” con il suo efficace ritornello a due voci (“Ancora ancora / resta palpito in me... sento / il tuo respiro lento”).

Spesso il gruppo friulano opta per un esordio “danzereccio” (molte ritmiche di batteria sono tipiche di quella disco-funk rielaborata oggi da band come i Franz Ferdinand) per poi sfociare in ritornelli distorti e cantati con maggior vigore ed intensità (“Precipito in un buco nero/ non ho più memoria del passato”). Ma non è, questa, l’unica soluzione presente in “Metropolitan meeting”: ci sono anche brani dall’andamento e dai toni più soft, caratterizzati da arrangiamenti che mischiano felicemente l’elettronica delle tastiere con arpeggi ben calibrati delle due chitarre.

Una varietà espressa anche attraverso ascolti e influenze apertamente dichiarate dalla band che spaziano dalla new wave al brit pop, dalla “dance facile” alla psichedelia. Il tutto in bilico tra atmosfere evocanti malinconie metropolitane (in ossequio al titolo del disco) e momenti di autentica freschezza e vivacità divertita: se “China disco” fa battere involontariamente il piede, “S.i.l.” reclama attenzione con il suo incedere lento scandito da un pianoforte raffinato e ricamato con dovizia. A cogliere nel segno è la capacità di dar vita ad arrangiamenti che in ogni fase dei pezzi, oltre a strofe e ritornelli, aggiungono elementi di contorno e variazioni che lasciano un’impronta piacevole e garantiscono vivacità e ritmo ai brani.

E’ un bel quadro (metropolitano, ovviamente) quello tracciato dagli Alfa Box: variopinto e dotato di una leggerezza di fondo che lo rende piacevole e a tratti quasi liberatorio. Un esordio felice che certamente merita attenzione, anche per la scelta convincente del cantato in italiano che specialmente in questa sede non può che essere apprezzata e sostenuta.

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La recensione Metropolitan meeting di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2007-06-19 00:00:00

COMMENTI (1)

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  • sundruthi 14 anni Rispondi

    EWWIWA GLI ALPHA!!!
    Bravi veramente!! e anche dal vivo fanno la loro porka figura!!