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RECENSIONE
29/06/2007

Con un look più da Turbonegro che da bambole ed un titolo del genere non potevano che suonare così: glamour love song inniettate di alcool ("Anyway"), ovvero quando gli angeli si materializzano nel fondo di un bicchiere poco prima che il fegato scoppi. Cantato sporco e chitarre alle ginocchia, riff wah-wah in rinforzo tipo Slash, attitudine barcollante e un gusto going nowhere convincente: "New Disease" chiude letteralmente in polvere di stelle l'EP, con la gola di questi modenesi che brucia alla disperata ricerca di quegli ibridi momenti tra "palco e realtà". Avanti così, è sempre bello vendere il proprio corpo alla Notte: forever young!

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