< PRECEDENTE <
RECENSIONE
09/07/2007

Spiegare perchè questa band - tutta francese - compaia sulle pagine di Rockit è semplice: gli Ulan Bator, nelle loro mille evoluzioni sviluppate in 14 anni di carriera, non hanno mai smesso di collaborare con artisti italiani, sono sempre stati presenti nella nostra “scena alternativa” e in moltissime occasioni hanno accolto musicisti nostri nella loro line up. Possono essere considerati italiani.

Ulan Baatar è quella città della Mongolia che ispirò Amaury Cambuzat, Oliver Manchion e Franck Latignac nella scelta del nome della loro band. I tre hanno deciso di far uscire una raccolta di pezzi del loro primo periodo (dal 93 al 98), sono 21 brani mai comparsi sugli 8 album ufficiali: i più derivano da improvvisazioni dal vivo, altri sono remix o b-side. Nulla di fondamentale. Nessuna rarità da avere assolutamente. E qui sta il bello: ci sottolinea particolari importanti della band senza per forza assumere il tono autoreferenziale della classica raccolta di inediti. Ci spiega che gli Ulan Bator hanno sempre mantenuto una forma mobile e aperta ai cambiamenti, che non hanno mai disprezzato il pop – anche se questi pezzi sono ancora lontani dagli episodi più pop della band, vedi "Nouvel Air" o "Rodeo Massacre" – e che certe influenze krautrock ci sono sempre state.

In più ci sono quegli anni ’90, quel suono. C’è l’evidente influenza di Glen Branca e dei Theoretical Girl, ci sono i primi Sonic Youth. C’è il gusto per l’improvvisazione ma anche qualcosa di più cantautorale. C’è il rumore estremo con quella punta di melodia.

E’ un album che ai veri fan non dirà nulla di nuovo e certo non stuzzicherà chi gli Ulan Bator non li ha mai sentiti. Ma è un disco bello, a suo modo importante, e ugualmente consigliato.

Tracklist

00:00
 
00:00
Commenti (2)
Carica commenti più vecchi
  • Nuciari 09/07/2007 ore 11:18

    in effetti a parte l'etichetta questo disco contiene solo tracce del loro periodo "essenzialmente francese"..

    > rispondi a @nuciari
  • Federico Linossi 09/07/2007 ore 18:45

    Questo disco contiene quanto di meglio gli UB sono riusciti a fare negli anni + sperimentali ed avanguardisti della loro carriera.
    Ed è un autentico capolavoro... di post-post-rock

    > rispondi a @flinossi
Aggiungi un commento:

ACCEDI CON:
facebook - oppure - fai login - oppure - registrati
> PROSSIMA >