EllebileZeroNoveCinque2025 - Funk, Folk, Cumbia

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Cinque tracce che intrecciano elettronica, radici popolari e scrittura intima, tra partenze, ritorni e sguardi plurali sulla fragilità contemporanea.

Nel suono di questo duo catanese si avverte subito un’idea di ritorno che non ha nulla di nostalgico. È un tornare per stratificazioni, per accumulo di memorie e sguardi nuovi, come quando una città si lascia attraversare solo dopo averla abbandonata più volte. La scrittura musicale di Ellebile nasce così: dal movimento, dalla distanza, da un dialogo costante tra radici e trasformazione.

Leandro Blancato intreccia chitarra, voce e synth con un senso narrativo che sembra provenire più dalla letteratura che dalla forma-canzone tradizionale. Karen Andrea Ramirez Viasus costruisce un impianto ritmico e percussivo che non accompagna soltanto, dialoga, provoca, apre spazi. Attorno a questo nucleo si muove una piccola comunità sonora: le voci di Roberta Prestigiacomo e Luisa Biondo, l’arpa, il basso elettrico di Mattia Asero, il pianoforte di Sebastiano Blancato. Ogni intervento appare misurato, necessario, parte di un disegno collettivo che non cerca mai l’eccesso.

Le cinque tracce dell’album raccontano Catania come si raccontano gli amori più complessi: attraverso separazioni, ritorni, riconciliazioni silenziose. La città diventa luogo simbolico di accoglienza e fratellanza, spazio emotivo in cui affrontare temi profondi senza retorica. Solitudine e depressione vengono attraversate con ironia e leggerezza, non come negazione del dolore, bensì come scelta di sguardo, come possibilità di osservare la stessa ferita da angolazioni diverse.

Tra i brani, "La notte di Cittuzza" emerge come un’elettro-ballad sospesa, notturna, capace di trasformare l’intimità in paesaggio urbano. "Melanovena" affonda le radici nella musica popolare, rielaborandone le inflessioni con una sensibilità contemporanea che evita ogni folklorismo. "Telepylos", traccia strumentale, apre una parentesi luminosa in cui il funk dialoga con l’elettronica anni Ottanta, lasciando spazio al corpo e al movimento senza rinunciare alla coerenza narrativa del disco.

Il titolo, Zeronovecinque, arriva come una chiave di lettura finale: un codice affettivo, un riferimento geografico che diventa identità sonora. L’album si muove tra canzone, sperimentazione e racconto civile, mantenendo sempre un equilibrio raro tra immediatezza e profondità. Ellebile firma un lavoro che conquista con discrezione, lasciando la sensazione di aver attraversato un luogo vivo, abitato, pronto a restare.

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La recensione ZeroNoveCinque di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-01-04 10:26:33

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