CapCrunchTRIP ARCOBALENO2025 - Rap, Hip-Hop

TRIP ARCOBALENOprecedenteprecedente

L’arte di mescolare generi, flow e coscienza collettiva in un esordio che rivendica l'attitudine meticcia dell'hip-hop.

Flow, psichedelia e collettività necessaria. Sono questi i tre capisaldi che descrivono TRIP ARCOBALENO, album d’esordio di CapCrunch, nom de plume dietro cui si cela Daniel Alberto Caspani, rapper classe ’89, salvadoregno di nascita e lecchese d’adozione.

Un esordio discografico che conferma come non si debba mai giudicare un libro — o, in questo caso, un disco — dalla copertina. Superata una cover che gioca con immagini in trasparenza e font usciti da una pagina Tumblr di fine anni Zero, TRIP ARCOBALENO svela infatti tredici tracce in cui Caspani veste con sorprendente disinvoltura i doppi panni di interprete e produttore, curandone in prima persona sia la componente lirica che quella strumentale. Unica eccezione l’ultimo brano, un remix di ACQUARIO - singolo datato 2023 - qui rielaborato dal producer ProMo L’Inverso.

Un variegato manipolo di brani in cui CapCrunch flirta apertamente con le tante, tantissime opalescenze che nel corso degli anni hanno reso l'hip-hop un genere per sua natura meticcio: da una drill"alleviata", dove bassi profondi e hi-hat sincopati si intrecciano a melodie poppettare (DIVERSO) ai ritmi in levare di matrice squisitamente reggae (ONDA BEACH cantata insieme al già citato ProMo L'Inverso), passando per i beat oscuri e minimali della trap (CASSIOPEA, in feat con Davide Dame).

Strumentali spesso legate a doppio filo con l’elettronica, ma che non rinunciano a un’attitudine più ruvida e analogica, spingendosi verso i territori in bilico tra punk rap e drum & bass à la Slowthai (CANZONE STUPIDA) e del crossover sfumato con chitarre dal forte retrogusto emo-core (ALLA VIA COSÌ).

Su questo plateau sonoro sfaccettato e multicolore, l’artista lombardo stende strofe, rime e incastri che, diciamolo, sono di buonissima fattura. Un flow duttile e consapevole, alle prese con un topic complesso e attuale come quello della diversità, intesa in TRIP ARCOBALENO sia come una presa di distanza da una scena rap sempre più ingessata, schiacciata sull’ostentazione e povera di contenuti, sia come una vera e propria visione alternativa della vita, in aperto contrasto con una società che sembra aver smesso di guardarsi dentro per davvero.

Nei quaranta minuti scarsi in cui questo disco si snoda, trova spazio anche una riflessione sulla parità di genere in una scena a stragrande maggioranza maschile come quella del rap italiano. In O DIVE, CapCrunch lascia spazio infatti a Scate, Sigma The Voice e Weloara Talestri: tre artiste che, paragonate a moderne muse greche, dimostrano quanto sia cosa buona e giusta sentire delle voci femminili rappare nel senso più autentico del termine, anche al di fuori di casi isolati ed eccellenti come quello di Ele A.

A conti fatti, TRIP ARCOBALENO è un disco che, se ci si dovesse fermare al suo aspetto grafico, non daresti mezza lira. Invece, una volta essere andati oltre la sua copertina kitsch, ci è in grado di farci immergere in un universo sonoro sorprendentemente ricco e capace, in più di un episodio, di incuriosire anche chi normalmente non gravita attorno all’universo d'ascolto dell'hip-hop.

Un album in cui CapCrunch, oltre al proprio flow, mette in mostra la sua indubbia curiosità nell’esplorare le tante sfaccettature di un genere che, anche a causa delle logiche di mercato, appare oggi sempre più prigioniero degli stessi suoni e degli stessi concetti ripetuti sine interruptione.

---
La recensione TRIP ARCOBALENO di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-01-05 22:42:22

COMMENTI

Aggiungi un commento Cita l'autoreavvisami se ci sono nuovi messaggi in questa discussioneInvia