Intimismo rarefatto e scrittura emotiva per un brano che intreccia folk, jazz e canzone d’autore.
La voce entra in punta di piedi, come se chiedesse permesso al silenzio. Ha una malinconia misurata, mai compiaciuta, che scorre lungo il brano con la naturalezza di un pensiero notturno. Matteo Salzano costruisce un mondo sonoro sospeso, dove l’intimità diventa linguaggio e l’esposizione emotiva assume la forma di una confessione trattenuta, elegante.
Il canto richiama per sensibilità certe fragilità di Thom Yorke, si apre in riverberi che ricordano Bon Iver, trovando nel contesto italiano una parentela con la scrittura obliqua e visionaria di Max Gazzè. Non si tratta di citazioni stilistiche, bensì di affinità emotive: un modo di stare dentro la canzone che privilegia l’atmosfera alla dichiarazione, il dettaglio al gesto plateale.
Le trame musicali si muovono su coordinate ibride. Folk e jazz dialogano senza forzature, il pop britannico incontra la tradizione della canzone d’autore in un equilibrio che respira. Ogni elemento sembra collocato con cura artigianale, lasciando spazio alle pause, ai vuoti, a quella sensazione di aria che attraversa l’intero brano. In questo paesaggio sonoro il sassofono emerge come una voce parallela, calda e discreta, capace di amplificare la malinconia senza appesantirla, aggiungendo profondità narrativa.
L’inedito si muove così tra introspezione e apertura, tra fragilità e lucidità, restituendo l’idea di un artista che sceglie la sottrazione come forma di verità. "Rivelarsi" è un brano che non cerca l’effetto immediato, preferendo sedimentare, accompagnare, restare.
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La recensione Rivelarsi di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-01-03 09:58:08

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