Tra hardcore, groove e urla collettive, un pezzo che trasforma in musica l'assurdo rischio del quotidiano.
Luana D'Orazio, 22 anni. Stefano Mizzoni, 21 anni. Lorenzo Parrelli, 18 anni. Oltre alla giovane età, questi tre ragazzi sono accomunati da altrettante parole che troppo spesso compaiono sulle pagine dei quotidiani o nei titoli dei telegiornali: "morti sul lavoro". Ed è proprio ispirandosi alla loro storia e a quella di tante altre persone che ogni giorno rischiano la propria vita per un misero stipendio che i Kamikaze Lavanda hanno deciso di scrivere WORK FAST DIE YOUNG (HO VISTO), il loro ultimo singolo.
Tre minuti scarsi in cui il gruppo veronese composto da Marvin Merci (voce), Thomas Zandavali (chitarra), Elia Lonardi (basso) e Daniele Gutierrez (batteria) corre all’impazzata su un groove di cassa e rullante dritto come un fuso. Una base perfetta per innestare riff muscolari, costruiti attorno a distorsioni compatte e definite, capaci di abbracciare senza filtri la grezza e tellurica energia dell’hardcore punk.
Su questo impasto sonoro diretto, esplosivo ma assolutamente cantabile, Marvin Merci riesce a passare con grande naturalezza dallo scream a linee vocali più aperte e melodiche, spesso sostenute da cori pensati per essere restituiti a piena voce sotto il palco. Un vero e proprio urlo collettivo che i Kamikaze Lavanda riversano in strofe semplici e immediate, dedicate a chi ogni giorno esce di casa per andare a lavorare, sapendo di correre rischi che potrebbero impedirgli di farvi ritorno.
Ho visto
Andare al lavoro per pagare una vita d'inferno
Ho visto
Morire per niente, per il troppo sonno di un giorno pesante
Cantano i Kamikaze Lavanda nel loro ultimo singolo. WORK FAST DIE YOUNG (HO VISTO) è un po' come quell'amico, magari poco studiato, con cui ti siedi al tavolino di un bar e, senza inutili giri di parole, inizia a spiegarti i massimi sistemi con una lucidità e risolutezza a dir poco disarmanti.
Un pezzo che, con genuina schiettezza, tratta un tema attuale e maledettamente importante. Una chiarezza che sarebbe bello vedere e sentire quando i rappresentanti delle istituzioni o dei sindacati parlano nei loro discorsi a reti unificate di "morti bianche". Perché, come dice il detto, "Il lavoro nobilita l’uomo". Sempre se non lo ammazza prima.
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La recensione WORK FAST DIE YOUNG (HO VISTO) di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-01-13 01:11:29

COMMENTI (1)
@luca.barenghi esattamente il punto di quello che facciamo. Grazie.