Matteo SalzanoResto Qua2026 - Cantautoriale, Sperimentale, Folk

Resto Quaprecedente

Un frammento folk-ermetico, sospeso tra sperimentazione "medioevale" e attesa verso il disco di cui farà parte.

Folk, ermetismo e un pizzico di medioevo. C’è tutto questo dentro Resto Qua, il singolo con cui Matteo Salzano, cantautore e polistrumentista classe ’99 napoletano d’origine ed emiliano d’adozione, ha deciso di aprire il suo 2026.

Terza e ultima tappa di avvicinamento al suo primo disco in studio, previsto per l’inizio di febbraio, il nuovo brano del musicista campano rimbalza senza soluzione di continuità tra due confini sonori ben definiti: da un lato il folk d’autore, dall’altro la musica sperimentale. Il primo "polo" è garantito dal suono brillante di una chitarra acustica, i cui fraseggi compongono l’esile ossatura del pezzo; il secondo si fa strada grazie alla presenza del chalumeau, strumento a fiato medievale considerato l’antenato del clarinetto, i cui interventi creano leggere dissonanze con gli accordi e con la voce di Salzano.

Su questa tensione armonica, costantemente sul filo della cacofonia, il cantautore napoletano adagia (letteralmente) due sole strofe — Resto qua / Come l’aria che dipinge il fiume — ripetute come una specie di mantra per tutta la (breve) durata della traccia. Versi laconici, dal retrogusto quasi ungarettiano, che, uniti alla loro controparte strumentale, contribuiscono a costruire un’atmosfera sospesa, fragile come la brezza che increspa la superficie del corso d’acqua evocato dal brano.

Ed è forse proprio questa combinazione di brevità ed ermetismo lirico a rendere Resto Qua un pezzo che, preso nella sua singolarità, appare inevitabilmente slegato, come se faticasse a trovare una propria identità autonoma. Più che un limite intrinseco della traccia, si tratta della conseguenza di una scelta non proprio azzeccata: quella di pubblicarla come singolo a sé stante, quando sembra invece pensata per vivere all’interno di un'entità più ampia.

Non resta quindi che attendere l’uscita del primo album di Matteo Salzano, di cui Resto Qua è la traccia di apertura, in modo da poterla ascoltare nel suo contesto naturale e comprenderne appieno il senso, liberandola da quella "solitudine" che, da singolo, ne condiziona inevitabilmente la percezione.

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La recensione Resto Qua di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-01-22 21:52:42

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