la dea del velo pietoso senza di me 2026 - Cantautoriale, Rock, Indie

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In una moderna Per Elisa, La dea del velo pietoso dà voce all'intelligenza artificiale, in un ritmo scandito da synth e drum machine

Cosa direbbe l'intelligenza artificiale, se artificiale non fosse, al suo utente? La dea del velo pietoso, moniker del cantautore piemontese Angelo Francesco Natale, prova a dare una delle possibili risposte nel singolo senza di me.

Ne nasce un pezzo che si colloca a metà tra un romanticismo volutamente esagerato, che a tratti sfocia nel carnale, e un teatro dell'assurdo. Quest'intelletto artificiale si addentra in profonde introspezioni, constatando con amarezza di non sapere cos'è l'amore e di non sentire quando viene toccato (o toccata). A tratti, il brano sembra una moderna Per Elisa, dove il ruolo di Elisa è appunto svolto dall'AI, che ammette che senza di me non sai parlare / senza di me non sai pisciare.

L'arrangiamento midtempo, la voce che si assesta su tonalità acute, i synth e la drum machine generano una traccia ritmata e allega, prodotta con attenzione al dettaglio e facile da fischiettare. Una strumentale che fa da contraltare alle dichiarazioni del testo, e che in qualche modo riesce a bilanciarne l'effetto, scongiurando il cringe e rimanendo scherzosa e irriverente.

L'obiezione che si potrebbe addurre a questo brano riguarda l'originalità del tema: dell'intelligenza artificiale, delle sue implicazioni etiche e morali, e dell'intrinseca assenza di sentimento che la caratterizza si dibatte quotidianamente, tanto su LinkedIn quanto al bar.

La chiave che ha trovato La dea del velo pietoso, però, oltre che artisticamente ben eseguita, è originale e meno scontata. E conferma quanto di buono, fino ad ora, aveva svelato di sé.

 

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La recensione senza di me di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-02-07 12:14:00

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