Tra hardcore, thrash e aperture più introspettive, il disco racconta la perdita di senso dell’individuo iperconnesso.
Liquido Senso si presenta come un lavoro compatto e consapevole, capace di trasformare un disagio diffuso in una narrazione musicale coerente e profonda. I Deriva osservano il presente con lucidità e lo restituiscono sotto forma di suono: un flusso denso, inquieto, che parla di solitudine, di identità smarrite, di relazioni impoverite da un sistema che misura tutto in termini di efficienza e prestazione.
La band piacentina, attiva dal 2020 e forgiata da anni di concerti e tour, utilizza questo nuovo album autoprodotto per ampliare il proprio linguaggio. Il “whatcore” resta una definizione volutamente sfuggente, mentre le canzoni si muovono tra hardcore, thrash, suggestioni post-metal e aperture più riflessive. Le strutture diventano più articolate, i tempi si dilatano, l’urgenza lascia spazio a una tensione più controllata e stratificata.
L’introduzione strumentale "Come pioggia sul vetro" apre l’album con un clima plumbeo e sospeso, costruendo un’attesa malinconica che prepara all’impatto dei brani successivi. "Fiumi di Coscienza" irrompe con energia frontale, un pezzo teso e abrasivo che fotografa il senso di sconfitta e di alienazione dell’individuo contemporaneo. La title-track "Liquido Senso" rappresenta uno dei momenti più significativi del disco: una composizione lunga e irregolare, scandita da ritmi lenti e opprimenti, attraversata da un cantato sorprendentemente più controllato e da chitarre ipnotiche che sfociano in accelerazioni violente, fino a una chiusura catartica.
"Kronosaurus" affonda le radici nel thrash di fine anni Ottanta, puntando su riff serrati e un andamento incalzante, mentre "Onde" introduce una dimensione più malinconica e trascinante, lontana dalla furia cieca dei primi lavori e vicina a una sensibilità rock novantiana. In "…Alle Cascate" la band spinge sull’irregolarità: groove pesanti, inserti quasi psichedelici, cambi improvvisi e una conclusione straniante che resta impressa. La chiusura affidata a "Fior di Loto" rallenta il passo e lascia spazio a suggestioni grunge, testi parlati e atmosfere introspettive, come un epilogo meditativo dopo il conflitto.
Sul piano lirico, l’album costruisce un discorso unitario: l’essere umano smarrito in una realtà ipertecnologica, incapace di riconoscere i propri desideri, schiacciato da aspettative artificiali. Il “liquido senso” evocato dal titolo diventa così una forza interiore da riscoprire, un legame possibile con l’altro, una via di fuga dall’apatia e dall’isolamento.
Liquido Senso è un disco che richiede ascolto e attenzione. Segna una crescita evidente nella scrittura e nell’immaginario dei Deriva, dimostrando la volontà di mettersi in discussione e di superare i confini di genere senza perdere identità. Un lavoro maturo, denso, che conferma la band come una delle realtà più interessanti e coraggiose dell’underground italiano recente.
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La recensione Liquido Senso di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-01-25 08:13:51

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