Il Vagabondo Detto HoustonFermate la Guerra2026 - Pop

Fermate la Guerraprecedente

Pacifismo (un po' troppo melenso) che si riversa in una ballad sospesa tra i tasti bianchi e neri di un pianoforte e slanci nazionalpopolari.

Anafore e pacifismo. È questo il dittico attorno al quale ruota Fermate la Guerra, il nuovo singolo de Il Vagabondo Detto Houston, moniker dietro cui si cela Luca Comuzzi, musicista originario di Scandiano, piccolo comune incastonato nella Bassa Padana, tra Reggio Emilia e Sassuolo. 

A più di un anno di distanza da Pensiero Vivo, il cantautore classe 2000 torna su Rockit con un brano che fa venire in mente sin dal primo ascolto un celebre sketch de Il caso Scafroglia, in cui Corrado Guzzanti, spalleggiato da Marco Mazzocca, si lascia andare al memorabile e surreale grido, a favore di telecamera, "Guerra... Brutto!". Era il 2002, ma il bersaglio di quella satira - gli appelli altisonanti e inconcludenti della politica e dell’intellighenzia italiana - resta ancora oggi attualissimo. E, volendo forzare il parallelismo, potrebbe adattarsi fin troppo bene anche al brano di Comuzzi.

In un contesto globale sempre più segnato da conflitti - dall’Ucraina alla Striscia di Gaza, passando per crisi spesso dimenticate come quelle di Yemen, Sudan e Myanmar - Fermate la guerra sceglie la via "facile" della pop ballad, con un'introduzione minimale costruita attorno a voce e pianoforte che, con il passare dei secondi, si apre ad atmosfere più ariose, grazie alla comparsa di strumming di chitarra acustica, synth melodici e cori dal forte sapore nazionalpopolare.

Il problema è che, oltre alla sequela di "Ooooh" piuttosto telefonata, Fermate la guerraviene ulteriormente azzoppato da un testo che punta tutto su una retorica (fin troppo) elementare, cristallizzata da una reiterata sequenza di slogan da "giornate per la pace"che non affondano mai il colpo.

Fermate la guerra
Fermatela per noi
Fermatela per quelli che pensano non sia giusta
Fermate la guerra
Fermatela per voi
Fermatela come fermate un aereo sulla pista

Canta Il Vagabondo Detto Houston nel suo ultimo singolo. Versi in cui la (sacrosanta) idea che "ogni guerra sia sbagliata" finisce per trasformarsi in un poco entusiasmante gol a porta vuota, basato su immagini generiche e un linguaggio che non riesce a farsi personale, né tantomeno memorabile.

Nonostante sia animato dalle migliori intenzioni, Fermate la guerra è un pezzo che resta inesorabilmente incagliato in un buonismo vago e indistinto, incapace di andare oltre la superficie. In un momento storico in cui siamo costantemente "bombardati" da immagini e racconti di lotte, scontri e conflitti che ogni giorno si consumano in ogni parte del mondo, limitarsi a dire "basta con le guerre" - a mo' di Papa durante l’Angelus - purtroppo non basta più.

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La recensione Fermate la Guerra di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-04-22 23:15:10

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