Una danza irrequieta, tra taranta, prog e la schizofrenia della nostra modernità.
Ha il nome di un ballo tradizionale, ma suona come un’incursione nel catalogo degli Area. Si intitola infatti La tarantella del folle ed è il nuovo singolo di Riccardo Ruggeri, musicista e performer biellese che "detesta le etichette, l’accademismo e i recinti di genere, preferendo suonare per strada tutto ciò che gli passa per la testa".
A quasi quattro anni di distanza da NON CI ASPETTA NESSUNO, il suo disco d'esordio, l'artista piemontese torna su Rockit con un brano che affonda le radici nell’immaginario del progressive rock italiano, grazie a ritmi di batteria mutevoli e sincopati, lisergici fraseggi d'organo e incursioni di sax dal marcato retrogusto jazzy. Un tessuto sonoro che flirta con l’ipnotica vivacità del Sud Italia, evocando il vibrante etnicismo della tarantella, attraverso la trama di cori cantilenati che emergono a più riprese durante il pezzo.
Il risultato è un intreccio musicale fluido e bipolare, che sembra quasi mettere in dialogo i due emisferi del cervello umano. Da una parte l’anima popolare ed "emotiva" della danza tradizionale, dall’altra l’audacia "razionale" di gruppi come Area e Soft Machine.
Su questo dualismo Ruggeri intona strofe intrise di un'ironia sagace, in bilico tra sacro e profano, con una voce che, a tratti, sfiora la teatralità e la potenza di Demetrio Stratos. Versi nei quali il musicista biellese traccia un parallelismo tra la frenesia della danza popolare e il ballo forsennato che l’uomo moderno deve compiere ogni giorno per non farsi schiacciare dalle tante, troppe storture del nostro becero presente.
Ed alle vostre frasi di circostanza
preferisco il rumore del mare
Mi piace anche pensare, che se domani ci sarà il sole
Potrò andarmi a fare, qualcosa di normale
Canta Riccardo Ruggeri nel suo ultimo singolo. La tarantella del folle è un brano denso, impegnato nel contenuto e impegnativo all’ascolto, che merita la giusta dose di attenzione per poterne cogliere appieno la pregevolissima fattura.
Uno schizofrenico pastiche sonoro che conferma l’estro di Ruggeri - e dei membri dei Lomé, la sua band storica, che lo accompagna nel brano - nel mescolare le carte, attingendo a piene mani dalla storia musicale italiana, antica e recente, per creare un pezzo che si rifiuta di stare fermo. Proprio come il suo protagonista, a cui "piacciono le feste, ancor prima di iniziare, che quando arriva gente, se ne vorrebbe già andare".
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La recensione La tarantella del folle di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-02-03 23:51:52

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